Economia e Finanza

Abi: Schiarite all’orizzonte, sia sul piano economico sia su quello finanziario

Segnali di ritorno alla crescita dei finanziamenti con recupero della domanda e riduzione del rischio. E’ quanto emerge dal Rapporto di previsione AFO 2014-16 redatto dall’Ufficio Analisi Economiche dell’Associazione bancaria italiana (Abi), insieme agli Uffici Studi delle principali banche operanti in Italia. Secondo lo studio nel secondo semestre del 2014 si assisterà a un consolidamento della moderata ripresa economica e il biennio 2015-16 sarà segnato da tassi di abisviluppo poco sotto l’1,5%. Schiarite all’orizzonte, sia sul piano economico sia su quello finanziario. Per le banche operanti in Italia, patrimonialmente rafforzate e pronte agli esami europei, ci sono segnali di un ritorno all’espansione dei prestiti, che tenderà a aumentare quanto maggiore sarà la ripresa degli investimenti e la caduta della rischiosità.
In Europa, si legge nella nota diffusa dall’Abi, la minaccia della deflazione potrà essere sventata, grazie anche all’intervento della Banca centrale europea (Bce) con, tra l’altro, le operazioni di rifinanziamento a lungo termine (TLTROs). I prezzi europei, dopo lo 0,9% di crescita di quest’anno, torneranno in linea con l’inflazione obiettivo (intorno, ma sotto il 2%). Grazie all’azione della Bce e considerate le prospettive di crescita dell’economia, il Rapporto prevede una ripresa del credito, il quale ritornerà positivo già nel 2014 (+0,6%) e dovrebbe in seguito crescere a un tasso medio del 2,1%, favorito dalla maggiore domanda collegata alla crescita economica. Particolarmente dinamici dovrebbero risultare i prestiti alle imprese e i mutui per l’acquisto di abitazioni. Migliorerà anche la qualità del credito, che si trasferirà anche sullo stock di sofferenze che, a fine periodo di previsione, presenterà segnali di stabilizzazione del suo rapporto con gli impieghi.
Nel triennio di previsione la redditività delle banche dovrebbe risultare in media pari all’1,7%, in termini di Roe, distante dai livelli pre-crisi, ma anche dai bassi valori raggiunti nel primo triennio di crisi. L’insufficiente prospettiva di redditività, determinata dal perdurante elevato peso del costo del rischio e da un bassa dinamica dei ricavi, continua quindi a chiedere ulteriori sforzi di efficientamento dal lato dei costi, conclude la nota.

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