Consumatori

La crisi taglia la qualità: vendite alimentari giù, spesa solo al discount

Le famiglie italiane preferiscono il discount. Allarme Istat che registra una battuta d’arresto per il commercio al dettaglio nel mese di maggio che cala dello 0,7% rispetto ad aprile e dello 0,5% sul 2013. A maggio, sottolinea l’Istituto di statistica diminuiscono in particolare le vendite di prodotti alimentari (-1,2% su aprile).

I discount sono ”gli unici esercizi alimentari che danno segnali positivi”, secondo i tecnici dell’Istat che rilevano un aumento tendenziale delle loro vendite del 2,4%. La grande distribuzione nel suo complesso tiene, con vendite al dettaglio invariate rispetto al 2013, mentre soffrono i negozi di piccole superfici (-1,1%).

Da un’analisi Coldiretti a commento dei dati Istat emerge che due italiani su tre (67 per cento) hanno tagliato la spesa in qualità e quantità, con tre milioni di famiglie costrette a fare acquisti negli hard discount, in aumento del 48 per cento rispetto all’inizio della crisi.

I dati non sorprendono il Codacons: “Quando tutti gridavano al miracolo per i dati Istat sulle vendite di aprile in crescita del 2,7%, solo il Codacons, unica voce solitaria, denunciava come quei dati fossero frutto di mera “illusione ottica”, perché determinati dall’effetto Pasqua, festeggiata nel 2014 con un mese di ritardo rispetto all’anno precedente – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Oggi l’Istat conferma quanto da noi denunciato: le vendite e i consumi degli italiani continuano a registrare segno negativo, e il bonus da 80 euro in busta paga introdotto dal Governo Renzi non cambierà di molto la situazione. La crisi economica continua a far sentire i suoi effetti, mentre il potere d’acquisto delle famiglie si riduce inesorabilmente – prosegue Rienzi – Il 2014 non solo non potrà essere l’anno della ripresa, ma vedrà vendite e consumi ancora con segno negativo, in attesa che la classe politica si decida a ridare capacità d’acquisto ai cittadini per salvare il settore del commercio e l’economia nazionale”.

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