Economia e Finanza

Visco (Bankitalia): con misure Bce fino a +1% di Pil. Patuelli (Abi): meno tasse per le banche

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Antonio Patuelli, Presidente Associazione bancaria italiana

Le misure a sostegno del credito adottate dalla Banca centrale europea (Bce) potranno determinare un aumento del PIL stimabile in circa mezzo punto percentuale da qui alla fine del 2016. Ad affermarlo Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, in occasione della 54esima Assemblea annuale dell’Associazione bancaria italiana (Abi). Visco ha quindi spiegato che la Banca d’Italia sta per ampliare la gamma dei prestiti utilizzabili a garanzia del rifinanziamento presso l’Eurosistema, con modalità tali da incentivare il credito alle piccole e medie imprese. Le attività potenzialmente interessate da questa iniziativa sono stimabili in circa 120 miliardi al netto degli scarti di garanzia. Il collaterale che si renderà così disponibile favorirà la partecipazione alle nuove operazioni, stimolando la concessione di prestiti; esso si aggiungerà alle garanzie già depositate presso la Banca d’Italia e alle altre attività prontamente stanziabili, pari a oltre 530 miliardi, a fronte di un ricorso al rifinanziamento attualmente pari a 170 miliardi.
Il governatore di Bankitalia è poi tornato a sottolineare che il credito bancario non può essere la sola fonte di finanziamento alle imprese. Visco ha quindi parlato di mini bond, alle assicurazioni, fondi di credito e investitori istituzionali.
Visco ha, infine, ricordato il grande lavoro fatto dalle banche negli anni difficili della crisi, rafforzando significativamente la propria posizione patrimoniale. Un rafforzamento avvenuto, a differenza di quanto successo in molti altri paesi sviluppati, pressoché per intero con capitali privati. Tuttavia con la recessione il numero di intermediari in crisi è cresciuto. Dal 2009 sono state sottoposte ad amministrazione straordinaria 45 banche, su un totale di quasi 700. Le procedure hanno interessato principalmente banche di dimensione ridotta e nella grande maggioranza dei casi di crisi conclamata o di difficoltà, il deterioramento degli equilibri aziendali è dovuto a carenze nel governo della banca e nel processo di erogazione del credito.
L’Assemblea si era aperta con l’intervento del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, che ha sottolineato come in Italia le imprese bancarie e le imprese in genere abbiano sopportato, e continuano a subire, da sole gli effetti della crisi senza ‘bad banks’, senza aiuti di Stato e con alti livelli di tassazione. Patuelli ha quindi sottolineato la necessità di intervenire per eliminare le normative fiscali avverse che penalizzano le banche italiane rispetto alle loro concorrenti europee. “Chiediamo con forza che le banche che operano in Italia non siano penalizzate nella competizione del mercato unico europeo. Altrimenti le conseguenze sarebbero gravissime e con effetti prolungati su tutto il mondo produttivo e su tutta la società italiana”. Il presidente dell’Abi ha quindi sottolineato la necessità di esentare gli utili accantonati a patrimonio dall’addizionale straordinaria sull’Ires 2013 che colpisce le banche, ribadendo che nel decreto Imu-Bankitalia, senza alcun nesso logico, è stata inserita un’addizionale straordinaria estremamente gravosa di 8,5 punti sull’Ires 2013, con parallelo aumento al 130% dell’anticipazione Ires sempre per il 2013. Patuelli ha poi ricordato come negli ultimi 5 anni siano stati introdotti oltre 670 provvedimenti, sia di natura burocratica sia regolamentare che hanno avuto impatti economici importanti.

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