Credito

Pagamenti debiti Pa, Poletti : “Il governo vuole pagare”. Per Confindustria quanto fatto non basta

Il ritardo nei pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese fornitrici e l’avvio della procedura d’infrazione nei confronti del nostro Paese continuano a tenere banco nell’attualità politica.

La PA italiana è il peggiore pagatore d’Europa e molto spesso le imprese fornitrici rischiano il fallimento per la mancanza di liquidità. Nei giorni scorsi il presidende di Confindustria, Giorgio Squinzi aveva sottolineato ancora una volta come i pagamenti della PA arrivino ancora troppo lentamente. “Dopo 15 mesi sono stati pagati dalla pubblica amministrazione solo 23 miliardi a fronte di uno scoperto di 100 – ha spiegato il presidente di Confindustria -. Eppure è stato fatto un decreto legge su come pagare questi debiti. L’importante è che questi soldi arrivino alle imprese: ancora oggi si muore per i crediti che non arrivano”.

Sul richiamo ufficiale di Bruxelles al nostro Paese è tornato invece il ministro del Lavoro Giuliano Poletti che a margine di un seminario del gruppo Pd del Senato sul Jobs Act ha dichiarato: “La procedura di infrazione aperta dalla Ue sul pagamento dei debiti della PA forse si poteva anche risparmiare perchè c’è in campo un’operazione del Governo italiano. Comunque – ha aggiunto- la volontà del Governo è assolutamente esplicita: noi vogliamo pagare i debiti della Pubblica amministrazione”.

Al ministro ha replicato a stretto giro con una nota Annagrazia Calabria, deputata di Forza Italia: “Il ministro Poletti, che ben dovrebbe conoscere le ricadute negative in termini occupazionali dei ritardi nei pagamenti dei debiti della PA, torna sulla procedura d’infrazione, sostenendo che si poteva evitare perché il governo vuole pagare. Benissimo: paghi. Ma Poletti ci permetta anche di osservare che questo esecutivo, finora, ha dichiarato di ‘voler fare’ tante cose, ma quelle che poi ha davvero realizzato sono molte, molte meno”, recita la nota.

Print Friendly
Tags: , , , , ,

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*