Credito / Pubblica Amministrazione

Ritardi nei pagamenti Pa, imprese vittime: “Infrazione UE non ci sorprende”

La procedura d’infrazione ai danni del nostro Paese avviata dall’Unione Europa in riferimento ai ritardi nei pagamenti dei debiti da parte della Pubblica amministrazione, continua a tenere banco nel mondo politico e in quello imprenditoriale. Nonostante gli sforzi rivendicati dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, i tempi con cui la nostra Pubblica amministrazione (Pa) salda i propri fornitori rimangono i più lunghi d’Europa.

La Cgia di Mestre ha rilevato che rispetto al 2013, grazie alla nuova normativa che ha recepito la Direttiva Ue contro i ritardi dei pagamenti, i tempi di pagamento della nostra Pubblica amministrazione si sono accorciati di 5 giorni. Il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi spiega: “Dopo l’apertura del procedimento di infrazione da parte della Commissione europea auspichiamo che gli sforzi che sono iniziati in questi ultimi anni subiscano una decisa accelerazione. Ritengo, tuttavia, che una decisa contrazione dei tempi di pagamento dovrebbe avvenire con l’avvio della fatturazione elettronica che è iniziata nei giorni scorsi per i ministeri, le agenzie fiscali, gli enti di previdenza/assistenza e da giugno 2015 anche per le Amministrazioni locali e per le altre Amministrazioni centrali”.

EUConfartigianato, che per la Commissione europea ha svolto il ruolo di advisor insieme all’Ance sul tema dei debiti e dei ritardi della Pubblica amministrazione, in riferimento all’avvio della procedura d’infrazione ha sottolineato: “E’ uno spettacolo curioso quello cui ci tocca assistere a seguito della procedura di infrazione da parte dell’UE nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto della normativa sui tempi di pagamento della PA alle imprese con le parti politiche che si schierano per tifoserie pro e contro”, le parole di Giorgio Merletti, presidente dell’associazione.

“Dopo un anno e mezzo dall’entrata in vigore della legge italiana di recepimento della Direttiva Europea – sottolinea Merletti – lo Stato e tutta la PA sono in aperta violazione. Il Governo e il Parlamento modifichino subito il Patto di Stabilità che impedisce alle Amministrazioni, che pure hanno soldi in cassa, di pagare le imprese che forniscono beni, servizi, lavori, opere”.

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