Credito / Pubblica Amministrazione

Ritardi pagamenti Pa, governo: “Incomprensibile procedura infrazione UE”

Il governo italiano non ci sta e rivendica quanto di buono fatto per contrastare i ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione verso le imprese fornitrici. L’apertura della procedura di infrazione da parte della Commissione europea è “incomprensibile” per il   ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che si è detto: “Fortemente sorpreso perchè se c’è una cosa che ha fatto questo governo, come quello precedente, è proprio accelerare sul pagamento dei debiti della PA. E’ questo ha un costo fiscale e manteniamo i vincoli di bilancio. Quindi siamo due volte disciplinati. Trovo questa procedura di infrazione incomprensibile”.

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Graziano Delrio, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio

La Commissione Ue, su iniziativa del commissario “uscente” per l’Industria Antonio Tajani, ha infatti deciso di inviare con procedura d’urgenza una lettera di messa in mora per violazione della normativa comunitaria entrata in vigore nel marzo del 2013 che fissa tempi certi per i pagamenti ai fornitori dello Stato. Secondo i dati in possesso di Bruxelles la Pa italiana paga oggi le sue fatture in media in 180 giorni, che salgono a 210 nel settore dei lavori pubblici, contro i 30 o 60 (per casi specifici, ndr) previsti dalla direttiva UE. Il nostro Paese è quindi il peggior pagatore d’Europa, davanti a Grecia, Portogallo e Slovacchia.

A ritenere fuori luogo l’iniziativa di Bruxelles è anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio che intervenuto alla trasmissione Otto e Mezzo ha assicurato: “I debiti della PA vengono pagati mano mano che vengono certificati, come prevede il decreto approvato dal governo Renzi. Siamo pronti a pagarli da subito: non abbiamo problemi di pagamento”. Poi la stoccata a Tajani: “E’ singolare e sorprendente che un commissario in scadenza, italiano, avvii la procedura d’infrazione” sul pagamento dei debiti alla PA, “dopo aver letto il decreto” del governo. Delrio ipotizza che Antonio Tajani lo abbia fatto “per motivi politici, per dare l’immagine di un Paese che non ha messo a posto le cose”.

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