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Imprese, burocrazia lenta e pesante: 1 norma a settimana. E la Pa paga sempre in ritardo

Burocrazia e fisco sempre più asfissianti per le imprese italiane. La relazione presentata ieri all’assemblea nazionale di Confartigianato fotografa il peso e il costo che gli adempimenti amministrativi soprattutto per le Pmi.

Il presidente, Giorgio Meletti, ha spiegato che nel periodo 2008-2014 sono state approvate 629 norme, di cui 389 introducono oneri: “Quasi 2 norme fiscali su 3 aumentano i costi burocratici. In sei anni il fisco si è complicato con 1 nuova norma a settimana”.

Sul fronte della burocrazia – si legge nell’analisi di Confartigianato –  nell’ultimo anno le piccole e medie imprese hanno speso in oneri amministrativi 30.980 milioni di euro, equivalenti a 7.005 euro per ciascuna piccola e media impresa e pari a 2 punti di PIL.

L’inefficienza nel rapporto tra Pubblica Amministrazione e imprese genera un ambiente ostile al ‘fare impresa‘, tanto che nella classifica sulla facilità di fare impresa ‘Doing Business 2014’ l’Italia si colloca nella 23° posizione tra i 28 Paesi dell’Ue e al 65° posto tra i 189 Paesi del mondo.

In particolare, nell’era di Internet, i servizi digitali della Pa risultano ancora inefficienti. Nel 2013, infatti l’Italia è al penultimo posto tra i 28 Paesi Ue per quota di cittadini che interagisce via web con la Pubblica Amministrazione: soltanto il 21% degli italiani dialoga on line con la Pa, rispetto alla media europea del 41%.

La macchina burocratica blocca anche l’applicazione concreta delle norme. E così, in Italia si continua a produrre leggi che rimangono sulla carta. Nel merlettibiennio 2012-2013 sono stati adottati 109 provvedimenti – tra decreti legge, decreti legislativi e leggi – che hanno determinato 1.318 provvedimenti attuativi equivalenti ad 1,7 provvedimenti al giorno. Di questi, al 31 dicembre 2013, solo il 34,1% del totale, pari a 499 provvedimenti, è stato adottato.

Non arrivano buone notizie neanche dal fronte pagamenti della Pubblica amministrazione ai propri fornitori. L’Italia, segnala l’associazione degli artigiani,  è il Paese europeo con i tempi di pagamento più lunghi e con la più elevata quota di debiti commerciali della PA pari al 3,3% del Pil. Nel 2014 le imprese fornitrici di beni e servizi devono attendere in media 165 giorni (rispetto alla media di 80 giorni nel resto d’Europa) per riscuotere le fatture dagli Enti pubblici. Questo ritardo rispetto ai 30 giorni imposti dalla legge provoca un  extracosto di 2 miliardi di euro a carico delle imprese fornitrici della PA.

La lentezza della burocrazia italiana si vive anche nelle aule dei Tribunali: la durata media dei processi civili legati ad inadempienza contrattuale è di 1.185 giorni, ben 641 giorni in più rispetto alla media europea, un gap che colloca il nostro Paese al 2° posto dietro solo alla Grecia. I tempi lunghi della giustizia civile provocano maggiori costi per le imprese che ammontano a 1.032 milioni di euro.

“Al Governo chiediamo di non abbassare la guardia e dedicare impegno, fermezza e rapidità nel realizzare le grandi riforme necessarie. Noi italiani sappiamo dare il meglio di noi stessi proprio nei momenti di maggiore difficoltà”, ha detto Merletti aggiungendo: “Prendo spunto dagli imminenti Mondiali di calcio per lanciare un appello: tutta l’Italia deve ‘fare squadra’, dobbiamo mettercela tutta e tutti insieme dobbiamo impegnarci per vincere il campionato più importante: quello per uscire dall’inferno della crisi a ‘riveder le stelle’, mi perdoni Dante, della crescita e dello sviluppo”.

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