Ambiente & Salute

La carne è davvero nemica della salute?

di Dott.ssa Moira Dello Iacono – Biologa nutrizionista

Quante volte vi sarete chiesti se il consumo di carne faccia male? Diversi studi ed evidenze scientifiche dimostrano che l’eccesso di proteine di origine animale è associato alle patologie cardiovascolari nonché oncologiche. I cibi di origine animale contengono oltre ad un alto livello proteico, una quota di grassi saturi che, oltre ad essere delle molecole proinfiammatorie, aumentano la sintesi del colesterolo a bassa densità e dell’insulina. La carnitina, inoltre, altera la microflora intestinale ed è stato dimostrato che predispone, a livelli alti di esposizione, alla formazione di placche aterosclerotiche. Nel 2013 sono stati pubblicati i risultati dello studio EPIC, promosso dall’ Unione Europea e dall’ AIRC, agenzia internazionale di ricerca sul cancro. “Su oltre mezzo milione di partecipanti provenienti da tutta Europa, lo studio ha confermato un’associazione positiva tra consumo di carni lavorate e morti premature per malattie cardiovascolari e per cancro, soprattutto al colon-retto e al seno. Lo studio EPIC ha però anche dimostrato, di contro, che un consumo di piccole quantità di carne rossa ha effetti benefici per la salute, fornendo importanti vitamine e nutrienti specifici”. (fonte: AIRC)

carne

Le carni affumicate, essiccate, salate o trasformate, causano danni maggiori alla nostra salute. Meglio non abusarne

Qual è allora la migliore strategia nutrizionale da adottare?
Sicuramente la predisposizione ad un certo tipo di patologie, come quelle cardiovascolari ed oncologiche, è il risultato globale dello stile di vita: eliminare del tutto il consumo di carne avendo come deterrente la mole di studi clinici che ne dimostrano gli effetti poco benefici, ha poco o per nulla senso se quotidianamente la nostre abitudini sono sedentarie, se non ci preoccupiamo della qualità di ciò che compriamo, se la nostra alimentazione pecca di altri eccessi o carenze o se non teniamo sotto controllo il peso e i fattori di rischio come il fumo.
Vale dunque il principio secondo il quale ogni scelta di natura nutrizionale, che sia strettamente etica, come nel caso del vegetarianismo, o semplicemente volta a preservare la nostra salute, sia inserita in un contesto globale di scelte sane, non solo a tavola.
Per quanto riguarda la carne, nello specifico, i danni maggiori sono causati dalla lavorazione e da alcuni processi di cottura. Le carni affumicate, essiccate, salate o trasformate, causano danni maggiori alla nostra salute. La poca genuinità di questi prodotti, nonché l’aggiunta di sostanze chimiche, predispongono infatti ad un maggiore rischio di infarto e diabete rispetto la carne fresca e non lavorata.  Lo studio EPIC offre dimostrazioni scientifiche validate in questo senso, basti pensare che se ogni anno si consumassero non più di 20 grammi al giorno di carne lavorata, la percentuale di morti per cause cardiovascolari e correlate, scenderebbe del 3%.

carne

Evitare le cotture troppo violente: con la “crosticina bruciacchiata” sulla carne si formano delle sostanze altamente pericolose e dannose

La raccomandazione è quindi quella di limitare l’uso di carne rossa, la dose massima consigliata è di non più di tre etti a settimana, prestando attenzione alla qualità di ciò che compriamo ed assicurandoci che ci siano sempre garanzie di rintracciabilità, provenienza e stoccaggio. Oltre a non eccedere nel consumo di questo alimento e ad evitare carni particolarmente lavorate, va inoltre curata la modalità di cottura. Se è vero che le alte temperature sterilizzano i prodotti annientando quasi del tutto la carica batterica e le contaminazioni microbiologiche, è pur vero che con l’utilizzo di temperature troppo alte, in concomitanza alla formazione della “crosticina bruciacchiata” sulla carne, si formano delle sostanze altamente pericolose e dannose, le ammine eterocicliche. Il consiglio è quello di evitare cotture troppo violente e preferire modalità di preparazione più salutari.
Una buona alternativa alla carne è rappresentata da una gamma di prodotti vegetali ad alto contenuto proteico, ma poveri di grassi saturi e colesterolo. Dalla soya, ad esempio, una leguminosa ricca di isoflavoni, fitoestrogeni e lecitina, con potere ipocolesterolemizzante, si ottengono prodotti alternativi a quelli di origine animale, come latte di soya e tofu, miso e tempeh.

carne

Una buona alternativa alla carne è rappresentata da una gamma di prodotti vegetali, tra i quali il Tofu

La soya contiene circa il 40% di proteine vegetali, quasi il doppio rispetto al seitan, un altro prodotto vegetale ottenuto dal glutine estratto dal frumento. Nonostante i sostituti proteici vegetali manchino di alcuni amminoacidi essenziali come la metionina, per questi alimenti vale il concetto della mutua integrazione: combinandoli alle proteine dei cereali, non si ha infatti alcun rischio di carenza, visto che vengono soddisfatti tutti i fabbisogni amminoacidici.
In conclusione, la salute è il risultato di una serie di buone e corrette abitudini, di uno stile di vita sano, perseguibile dalla spesa ai fornelli, dal movimento alla dieta. Tutti noi faremmo bene ad imparare che la moderazione, così come la consapevolezza negli acquisti e nelle scelte di tutti i giorni, si rivelano sempre alleati del nostro benessere.

Print Friendly
Tags: , , , , , , ,

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*