Economia e Finanza

Bce e 20 banche centrali rinnovano accordo su riserve di oro. Via limite alle vendite, confermato coordinamento su operazioni

La Banca centrale europea (Bce) e altre venti banche centrali europee, di cui 18 dell’Eurozona più quelle di Svizzera e Svezia, hanno prorogato l’accordo del 2009 e in scadenza a settembre per concordare le vendite annue delle riserve di oro, sottolineando come esse rappresentino “un elemento importante delle riserve valutarie globali”.
Questo accordo entrerà in vigore dal 27 settembre 2014, in seguito alla scadenza del contratto attuale, e avrà una durata quinquennale, ma a differenza del precedente oroaccordo non prevede una limitazione annua alle vendite di oro. Per il periodo 2009-2014 il limite era stato fissato a 400 tonnellate complessive (2.000 tonnellate al massimo in 5 anni). I firmatari continueranno comunque a coordinare le loro operazioni in oro in modo da evitare perturbazioni del mercato.
L’accordo è stato firmato dalla Banca centrale europea, la Nationale Bank van België / Banque Nationale de Belgique, la Deutsche Bundesbank, la Eesti Pank, la Banca Centrale d’Irlanda, la Banca di Grecia, il Banco de España, Banque de France, la Banca d’Italia, la Banca centrale di Cipro, Latvijas Banka, la Banque centrale du Luxembourg, la Banca centrale di Malta, De Nederlandsche Bank, la Oesterreichische Nationalbank, il Banco de Portugal, Banka Slovenije, Národná banka Slovenska, Suomen Pankki – Finlands Bank, Sveriges Riksbank e la Banca nazionale svizzera.
Il primo accordo di questo tipo risale al 1999 ed è sempre stato prorogato ogni 5 anni. Inizialmente ne facevano parte 15 banche centrali.

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