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Mercato unico Tlc, Almunìa contro Merkel e Juncker: “Governi colpevoli”

Angela Merkel

Angela Merkel

Sì ad un mercato unico delle telecomunicazioni europeo ma a patto che si accantonino gli interessi personali dei singoli Stati. Joaquìn Almunìa, commissario Ue alla concorrenza, non si nasconde e bacchetta apertamente la cancelliera Merkel ed il candidato del PPE, Jean-Claude Juncker. Entrambi, si sono spesi pubblicamente – ed in piena campagna elettorale – in favore di una riforma del diritto comunitario sulla concorrenza nel settore delle Tlc. La normativa attualmente vigente, a detta dei due esponenti, è la principale causa del mancato sviluppo del comparto.

Jean Claude Juncker

Jean Claude Juncker

“Parlando della frammentazione dei mercati delle telecomunicazioni in Europa – ha sottolineato Almunìa – hanno individuato nella riforma del diritto comunitario la condizione per superare le difficoltà nei confronti degli Stati Uniti o della Cina”. “Quando molti operatori di Tlc – ha spiegato il commissario richiedono un mercato europeo integrato per le telecomunicazioni stanno puntano nella direzione giusta, purché ciò che hanno in mente è un vero mercato unico”. “Negli Stati Uniti e in Cina – ha proseguito – ci sono meno e più grandi realtà che possono guardare ad un gran numero di potenziali clienti ed investire più velocemente in nuove tecnologie. Questo è possibile perché i loro rispettivi mercati non hanno barriere interne e rispondono ad un unico regolatore”.

Una riforma delle regole sulla concorrenza in Europa – ha attaccato Almunìa -, sul modello indicato da Merkel e Juncker, sarebbe sbagliata e avrebbe come conseguenza un trasferimento di costi nei confronti dei consumatori. È necessaria una diversa linea d’azione. Il primo e più importante passo da compiere deve essere quello di abbattere le barriere che ancora frammentano il mercato unico lungo i confini nazionali. Barriere che sono issate proprio da molti governi nazionali che puntano a gestire il mercato per non dover rinunciare ai miliardi provenienti dalle aste”.

Se i nostri leader politici vogliono essere rigorosi quando si parla del settore delle Tlc in Ue – ha concluso il vicepresidente della Commissione – comincino a pensare come leader europei, piuttosto che dare la precedenza alle rispettive priorità nazionali. Chi crede che il nazionalismo economico può ancora essere una ricetta per il successo nell’era digitale dovrebbe aggiornare il proprio punto di vista”.

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