Economia e Finanza / Imprese

Lavoro, retribuzioni ferme a marzo. 61,9% dei dipendenti con contratto scaduto

Nel mese di marzo le retribuzioni contrattuali orarie restano ferme rispetto a febbraio. A rivelarlo è l’Istat che evidenzia però un aumento dell’1,4% su base annua. Con riferimento ai principali macrosettori, a marzo le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell’1,9% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.
lavoro I settori che a marzo presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: telecomunicazioni (4,0%); agricoltura (3,3%); energia elettrica e gas (3,0%). Si registrano variazioni nulle in tutti i comparti della pubblica amministrazione.
Tra i contratti monitorati dall’indagine, nel mese di marzo è stato recepito un solo accordo (servizi portuali), mentre nessun accordo è venuto a scadenza. Pertanto alla fine di marzo 2014 sono in vigore 29 contratti che regolano il trattamento economico di circa 4,9 milioni di dipendenti che rappresentano il 37,3% del monte retributivo complessivo e riguardano il 38,1% degli occupati. Nel settore privato l’incidenza è pari al 51,1%, con quote differenziate per attività economica: nel settore agricolo è del 6,8%, mentre è del 79,7% nell’industria e del 27,2% nei servizi privati.
Alla fine di marzo la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 61,9% nel totale dell’economia, in lieve diminuzione rispetto al mese precedente (62,0%). Nel settore privato la quota è del 50,7%, in leggera diminuzione rispetto al mese precedente (50,8%) e in decisa crescita rispetto a marzo 2013 (23,4%). L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 27,2 mesi per l’insieme dei dipendenti e di 13,5 mesi per quelli del settore privato.

 

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