Economia e Finanza

Bce: prosegue moderata ripresa, primi segnali di miglioramento nel mercato del lavoro

Prosegue la moderata ripresa economica dell’area dell’euro. A dirlo è il Bollettino mensile della Banca centrale europea (Bce) che registra “i primi segnali di miglioramento” sul fronte del lavoro, nonostante la disoccupazione resti elevata nell’area dell’euro. Resta quindi la necessità di “attuare ulteriori interventi decisivi per realizzare riforme nei mercati dei beni e servizi e del lavoro finalizzare a incrementare la competitività, innalzare la crescita potenziale, creare opportunità di occupazione e rendere le economie dell’area più flessibili”.
bceLa ripresa in atto è sempre più sostenuta dal consolidamento della domanda interna – si legge nel Bollettino – che dovrebbe registrare un ulteriore incremento grazie all’orientamento accomodante della politica monetaria, ai continui miglioramenti delle condizioni di finanziamento che si trasmettono all’economia reale e ai progressi compiuti sul fronte del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali. L’attività economica dovrebbe altresì trarre vantaggio da un graduale rafforzamento della domanda di esportazioni dell’area. La Bce precisa tuttavia come i rischi per le prospettive economiche dell’area dell’euro continuano a essere orientati al ribasso. Gli andamenti nei mercati finanziari mondiali e nei paesi emergenti, nonché i rischi geopolitici, potrebbero essere in grado di influenzare negativamente le condizioni economiche. Altri rischi al ribasso includono una domanda interna inferiore alle attese e un’attuazione insufficiente delle riforme strutturali nei paesi dell’area, nonché una crescita più debole delle esportazioni. Inoltre, gli aggiustamenti di bilancio necessari nei settori pubblico e privato seguiteranno a gravare sul ritmo della ripresa economica.
Sul fonte dell’inflazione, la Bce si attende un lieve aumento in aprile, in parte per effetto della volatilità dei prezzi dei servizi nel periodo delle festività pasquali. Tuttavia nei mesi successivi l’inflazione annua dovrebbe rimanere bassa, per poi aumentare gradualmente nel 2015 fino a raggiungere livelli prossimi al 2% verso la fine del 2016. L’istituto di Francoforte resta comunque “pronta a intervenire se necessario” e “non esclude un ulteriore allentamento della politica monetaria e ribadisce con fermezza che continua ad attendersi tassi di interesse di riferimento della Bce su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo”.

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