Credito

Credito, Unimpresa: in 12 mesi prestiti giù di 37 miliardi

Prosegue, seppur più lentamente, la stretta dei prestiti e la corsa delle sofferenze: tagliati quasi 37 miliardi di euro di prestiti negli ultimi dodici mesi, con le rate non pagate che ora valgono oltre 160 miliardi. Ma a gennaio, rispetto a dicembre, inedito scatto in avanti dei finanziamenti alle aziende, saliti in un solo mese di quasi 24 miliardi. Resta comunque forte, su base annua, la contrazione del credito che nell’ultimo anno è calato al ritmo di circa 3 miliardi al mese. Da gennaio 2013 a gennaio 2014 il totale dei finanziamenti al settore privato è diminuito di 36,7 miliardi di euro passando da 1.476,4 miliardi a 1.439,7 miliardi. Una riduzione che interessa sia le famiglie (-6,6 miliardi) sia le imprese (-30 miliardi). Famiglie e imprese che rimborsano con sempre maggiore fatica il denaro ricevuto in prestito: le sofferenze sono infatti passata dai 125,8 miliardi di gennaio 2013 ai 160,4 di gennaio 2014, con quelle delle imprese che valg ono 112,3 miliardi e quelle delle famiglie 32,3 miliardi. Questi i dati principali del Rapporto mensile sul credito del Centro studi Unimpresa, secondo cui le erogazioni degli istituti di credito sono scese, complessivamente, del 2,49% nell’ultimo anno, mentre le sofferenze sono cresciute del 27,46%.
Secondo il rapporto dell’associazione, basato su dati della Banca d’Italia, resta grave il quadro dei finanziamenti per le imprese: nell’ultimo anno le aziende hanno assistito alla riduzione dei finanziamenti di tutti i tipi di durata. Sono calati i prestiti a breve termine (fino a 1 anno) per 23  miliardi (-6,88%) da 335,4 miliardi a 312,3 miliardi, quelli di medio periodo (fino a 5 anni) di 5,2 miliardi (-4,15%) da 126,6 miliardi a 121,3 miliardi e quelli di lungo periodo (oltre 5 anni) di 1,7 miliardi (-0,42%) da 405,8 miliardi a 404,1 miliardi. In totale lo stock di finanziamenti alle imprese è sceso da 867,9 miliardi a 837,8 miliardi con una diminuzione di 30 miliardi (-3,46%).
“Leggiamo con attenzione e pure con preoccupazione – commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi – di progetti, in corso tra le principali banche italiane, volti alla creazione di una cosiddetta bad bank per ridurre l’impatto delle sofferenze che gravano sui bilanci del settore bancario. Tuttavia, segnaliamo il rischio che potrebbe derivare dalla cessione a fondi speculativi delle rate non pagate di prestiti e mutui. Si tratta di soggetti che non di rado, per rientrare delle esposizione, si rivolgono a società attive nel campo del recupero crediti che spesso hanno legami e rapporti con la criminalità organizzata il cui business verrebbe alimentato proprio dalle sofferenze”. Secondo il presidente di Unimpresa “è opportuna la creazione di un fondo centrale di garanzia che consenta alle banche di rimettere in moto il motore del credito. A nostro avvisto è l’unica soluzione possibile per mettere in condizione gli istit uti di tornare a prestare denaro alle imprese, dopo un biennio in cui la stretta dei rubinetti è stata tremenda. Specie per le micro, piccole e medie imprese italiane la questione della garanzia si traduce in un muro da parte delle banche al momento della presentazione delle domande di credito. Gli istituti chiedono agli imprenditori italiani sempre più garanzie che non possono essere fornite”.

 

Fonte: UNIMPRESA

 

 

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  1. ” Tuttavia, segnaliamo il rischio che potrebbe derivare dalla cessione a fondi speculativi delle rate non pagate di prestiti e mutui. Si tratta di soggetti che non di rado, per rientrare delle esposizione, si rivolgono a società attive nel campo del recupero crediti che spesso hanno legami e rapporti con la criminalità organizzata il cui business verrebbe alimentato proprio dalle sofferenze”
    Segnaliamo anche imprese che spesso hanno legami con organizzazioni criminose e mafiose…

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