Economia e Finanza

Tasse, mercoledì tagli per 10 miliardi. Renzi: “Ascolto tutti, decidiamo noi”

Renzi

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi

Entro mercoledì il governo taglierà per la prima volta le tasse per un totale di 10 miliardi di euro”. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ospite della trasmissione condotta da Fabio Fazio, Che tempo che fa (RaiTre). Pochi giorni dunque e l’esecutivo scoprirà le sue carte, forse quelle più attese. Non è chiaro infatti come si arriverà ad un taglio così radicale. Negli ultimi giorni si è parlato di ritocchi per l’Irap o in alternativa per l’Irpef. Un enigma che Renzi non ha voluto svelare visto che, all’interno di Palazzo Chigi, ancora non è stato trovato un accordo con il ministro dell’Economia Padoan. “Nessuno ci crede”, ha ammesso il premier, pienamente consapevole dello scetticismo generale che sta accompagnando questa fase.

“Stiamo mettendo delle date – ha spiegato – ed è un rischio pazzesco e ci impegniamo a tagliare le tasse di 10 miliardi di euro”. “Per ridurre i costi delle imprese – ha aggiunto – occorre in particolare semplificare le regole del gioco. Oggi la priorità è garantire la competitività del sistema Paese e dire alle famiglie che guadagnano poco: se riesco a darti qualche decina di euro vera al mese in più quei soldi lì non finiscono nel risparmio, quei cento euro vengono rimessi in circuito”. Un concetto accompagnato da una nuova iniziativa: gli italiani si vedranno recapitare direttamente a casa la dichiarazione dei redditi precompilata. Un modo questo come un altro per riprendere l’idea di un fisco più amico.

La ripresa dell’economia è però legata a doppio filo con il tema della crisi del mercato del lavoro.

Il leader della Cgil, Susanna Camusso

Il leader della Cgil, Susanna Camusso

Il governo interverrà nel breve ma non con una riforma: “L’assegno di disoccupazione arriverà con un ddl che impone la riorganizzazione degli strumenti di ammortizzazione sociale”. Parlando di lavoro, Renzi ha così replicato alle critiche piovute dalle parti sociali (Susanna Camusso, leader Cgil, lo ha etichettato come sostenitore del culto della personalità ndr): “Ascoltiamo tutti, compresi Confindustria e Cgil, Cisl e Uil ma decidiamo noi. Quello che c’è da fare lo sappiamo e lo faremo pensando ai cittadini. Non è un derby”. Un avviso ai naviganti che il premier conclude con un provocazione rivolgendosi proprio ai suoi detrattori: “Cosa avete fatto negli ultimi 20 anni?”.

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