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Privatizzazione Poste, via libera dalla Commissione Lavori pubblici del Senato

Semaforo verde dalla Commissione lavori pubblici del Senato al piano di privatizzazione di Poste italiane. Sono state accolte le osservazioni sul provvedimento avanzate dal relatore, il senatore del Partito democratico Raffaele Ranucci, soddisfatto per l’approvazione del decreto del Governo. “Il Governo ha dato parere favorevole a introdurre forme agevolate di acquisto delle azioni a favore dei piccoli risparmiatori e correntisti – sottolinea l’esponente Pd – oltre che dei lavoratori interni, e alla partecipazione alla governance di Poste Italiane anche per gli azionisti minori. E’ stato anche previsto l’impiego delle risorse derivanti dalla privatizzazione per interventi a sostegno della ripresa economica e della riduzione del costo del lavoro, oltre che per l’abbattimento del debito pubblico, e il mantenimento della capacità di indirizzo strategico da parte dello Stato con la stipula, al più presto, del contratto di programma con Poste italiane. Importante anche l’accoglimento dell’invito a definire quanto prima la nuova convenzione pluriennale tra l’ente la Cassa depositi e prestiti”. “Con gli accorgimenti adottati si può guardare con ottimismo al collocamento sul mercato di Poste italiane – conclude Ranucci – Siamo certi che favorendo un assetto maggiormente equilibrato e competitivo, il Gruppo possa svolgere le sue attività nel rispetto delle disposizioni comunitarie e nazionali in materia di tutela della libera concorrenza”.

La relazione sui criteri di privatizzazione di Poste Italiane è stata approvata con 10 voti favorevoli contro 9 contrari con la dura opposizione del Movimento 5 Stelle che in una nota sottolinea: “Dopo aver ascoltato le parole dell’ex ministro Saccomanni, il sottosegretario all’economia Baretta ha confermato che Poste Italiane ed Enav verranno vendute per ridurre il debito pubblico, ma nel suo intervento ha pure confermato che il prossimo anno si dovrà iniziare a pagare il conto del fiscal compact e che le privatizzazioni in atto non basteranno….auspicando pensate un po’ nuove privatizzazioni: questa volta delle società municipalizzate”.

Critiche giungono anche dalla Lega Nord attraverso Jonny Crosio, capogruppo in Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni a Palazzo Madama. “Le numerose perplessità dei componenti della Commissione Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato in merito alla facilità con la quale Renzi vorrebbe far cassa svendendo società dello Stato, attraverso l’ipotesi di privatizzazione di Poste Italiane e di Enav, la dice lunga sia sulla tenuta di questa maggioranza che sulla bontà delle idee di questo governo. Alla prova del voto –  ha sottolineato –  l’ipotesi di privatizzazione di Poste Italiane è passata per il rotto della cuffia, quanto ad Enav si è addirittura optato per un rimando previa seria ed opportuna riflessione. La Lega Nord è fortemente contraria alla svendita di Poste Italiane perché, di fatto, mette a rischio la raccolta del risparmio che alimenta la Cassa depositi e prestiti”.

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