Imprese

Fiammata di fallimenti, liquidazioni e concordati preventivi

La crisi fa strage di imprese. Nel 2013 ben 111mila aziende hanno chiuso i battenti, con un incremento del 7,3% rispetto all’anno precedente. Una vera e propria mattanza quella raccontata dal Cerved che tra fallimenti, procedure non fallimentari e liquidazioni volontarie ha battuto tutti i record negativi.
chiuso-per-fallimentoNel 2013 si è registrato un boom dei concordati preventivi (+103% rispetto all’anno precedente), mentre anche nell’ultimo trimestre i fallimenti hanno proseguito la loro corsa con tassi a due cifre, portando il totale dell’anno oltre quota 14mila, il 12% in più rispetto al precedente massimo toccato nel 2012. Una cifra record dall’inizio della serie storica, il 2001. In aumento anche le chiusure volontarie, con quasi 94mila liquidazioni volontarie (+5,6%). In particolare nel 2013 sono state liquidate volontariamente 47mila società di capitale “vere” (+7%), cioè quelle che hanno depositato almeno un bilancio valido nel triennio precedente. Nel 2013 si contano circa 3mila procedure concorsuali non fallimentari, il massimo da oltre un decennio e il 53,8% in più rispetto all’anno precedente. Cifre record che si spiegano con l’introduzione (a settembre 2012) del “concordato in bianco”, cioè la possibilità per le imprese in crisi di bloccare le azioni dei creditori presentando il piano di risanamento in un secondo momento. Negli ultimi due trimestri il ricorso a questo strumento è comunque diminuito anche a seguito dell’introduzione, lo scorso agosto, da parte del Governo di correzioni normative che lo hanno reso meno interessante per le aziende.
Il settore che ha subito maggiormente il peso della crisi è stato quello dei servizi (+15%), ma resta preoccupante l’inversione di tendenza dell’industria, che dopo il calo del 2012 (-4,5%), ha registrato un nuovo aumento (+12,9%).
A livello territoriale l’area più colpita è stata il Nord Est con i fallimenti che superano quota 4mila (+8% rispetto al 2012): pesa soprattutto l’aumento della Lombardia (+12%), mentre in Piemonte si registra un incremento molto più modesto (+2%). Fallimenti in calo in Liguria (-8%) e in Valle d’Aosta. Male l’Emilia Romagna (+25%), il Trentino-Alto Adige (+21%), il Veneto (+16%) e il Friuli (+14%). Molte chiusure anche al Centro (+13%) e al Sud (+10%). Gli incrementi maggiori al centro sono stati registrati in Toscana (+18%) e nel Lazio (+13%), mentre nel Mezzogiorno il record negativo è della Sicilia (+27%).

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