Economia e Finanza

Visco: ripresa incerta. Ancora in calo prestiti alle imprese

visco

Ignazio Visco – Governatore Banca d’Italia

La riduzione delle tensioni nell’area dell’euro riflette i progressi nella governance dell’Unione europea, la determinazione della politica monetaria a mantenere condizioni accomodanti, la correzione degli squilibri nazionali, con miglioramenti importanti nei paesi più colpiti dalla crisi. Tuttavia i rischi restano elevati. A dirlo è il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento al 20° Congresso degli Operatori Finanziari, Assiom Forex.
In Italia negli ultimi mesi sono emersi primi segnali di stabilizzazione dell’occupazione e di aumento delle ore lavorate. Ma il tasso di disoccupazione ha raggiunto un livello prossimo al 13%, il doppio di quello prevalente prima della crisi e il più elevato da quando è iniziata, negli anni cinquanta, la rilevazione. Ogni sforzo, sul piano nazionale e su quello europeo, andrà quindi indirizzato a sollevare la domanda favorendo la creazione di nuove opportunità di lavoro, l’accumulazione di capitale, un’innovazione volta a ottenere guadagni di produttività da trasferire sui redditi.
La riduzione dello spread tra i Btp decennali e i corrispondenti titoli tedeschi in prossimità di 200 punti base, livello su cui si collocava nel luglio del 2011, riflette l’abbattimento del rischio di disgregazione dell’area dell’euro, la migliorata fiducia dei mercati. Tuttavia non possono essere escluse spinte al rialzo sui tassi di interesse globali derivanti dal consolidamento della ripresa o da turbolenze internazionali. Un contesto difficile, nel quale l’Italia deve andare avanti con le riforme per consolidare la fiducia acquistata faticosamente.
Prosegue il calo dei prestiti alle imprese italiane, pari a oltre il 9% negli ultimi due anni, dopo un aumento di quasi il 14% tra la fine del 2007 e l’autunno del 2011. Le tensioni sull’offerta di credito derivano soprattutto dall’accresciuto peso dei prestiti deteriorati nei bilanci delle banche e dal peggioramento delle loro valutazioni del merito di credito. Le necessarie rettifiche a fronte del deterioramento della qualità dei prestiti incidono sulla profittabilità delle banche; nei primi nove mesi del 2013 hanno assorbito tre quarti della redditività operativa. Visco ha comunque sottolineato gli sforzi compiuti finora dalle banche italiane hanno consentito di migliorare i coefficienti patrimoniali degli istituti italiani, anche se le banche dovranno comunque proseguire sulla strada del rafforzamento patrimoniale. Inoltre, la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia, afferma Visco, contribuirà a sostenere l’offerta di credito, anche se l’aumento di capitale non potrà essere considerato ai fini dell’esame della qualità degli attivi delle banche da parte della Bce.

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