Imprese

Debiti Pa, Confcooperative: “Siamo al punto di non ritorno. Un’impresa su tre fallisce per ritardi pagamenti”

Imprese strangolate dall’unico potenziale alleato contro la crisi economica: lo Stato “I debiti PA nei confronti delle aziende continuano a pesare sulla capacità di accesso al credito, sui bilanci e sulla competitività delle imprese e delle cooperative italiane. Siamo al punto di non ritorno: occorre razionalizzare il sistema di pagamento e procedere velocemente per risolvere questa pesante situazione”. La denuncia è di Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative in merito al cronico problema dei ritardi di pagamento della PA nei confronti delle imprese fornitrici di beni e servizi.

Anche nel 2013, la Pubblica amministrazione italiana è stata la più lenta in Europa a pagare le imprese fornitrici di beni e servizi: con una media di 170 giorni ha superato alleanza coop italianedi 109 giorni la media Ue di 61 giorni e di 140 il limite di 30 giorni imposto dal decreto legislativo n. 192/2012 sui tempi di pagamento entrato in vigore il primo gennaio 2013 in recepimento della Direttiva 2011/7/Ue.

“Le cooperative vantano crediti per oltre 12 miliardi nei confronti della PA. Dai dati del MEF si evince che non é stata pagata neanche la metà dei debiti accumulati al 31.12.2012. A ciò – sottolinea Gardini – si aggiungono i ritardi che interessano tutto il 2013, sia per lo stock accumulato (punte che sfiorano l’80% nella sanità) sia per i ritardi, nonostante la direttiva comunitaria che imponeva il tetto massimo dei pagamenti a 60 giorni. Capiamo la delicatezza degli equilibri dei conti pubblici, ma se non operiamo da soli come Italia ce lo imporrà la UE con procedura d’infrazione e ulteriori spese. Occorre – conclude Gardini – mettere un punto fermo e fare in fretta prima che sia troppo tardi. Un’impresa su tre in Italia fallisce per i ritardati pagamenti della PA. L’Italia da sola rappresenta circa il 30% del debito delle PA di tutta Europa”.

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