Pubblica Amministrazione

Agenda digitale, Caio avverte il governo: “Sulle reti NGN Italia in ritardo”

“L’Italia è ancora in ritardo sulle reti di nuova generazione sulla quale passano filmati e musica”. Lo ha affermato il commissario per l’Agenda digitale, Francesco Caio, nel corso di un intervento alla trasmissione 2Next.

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta

“C’è bisogno di nuovi investimenti – ha aggiunto – in particolare nelle aree in cui la rete di nuova generazione non arriva e bisognerà capire come il governo e altre istituzioni potranno intervenire”. Di sicuro, con Enrico Letta, Caio si confronterà la prossima settimana. Il rapporto commissionato dal premier sulla stato dell’arte dell’agenda digitale italiana è pronto. Insieme ai dati il team scelto dal governo avanzerà anche strategie concrete per invertire la rotta. Ad anticiparne una è lo stesso Caio: “Esistono delle tecnologie che consentono la condivisione di infrastrutture, si fa una sola fibra e poi la si condivide. Le forme specifiche in cui questo avviene effettivamente dipendono dal negoziato con le imprese”.  “Ci sono diversi modelli – ha proseguito – che si possono usare per lo sviluppo delle infrastrutture, è chiaro che nel momento in cui si condivide parte dell’investimento si possono fare reti più ampie”.

Notizie positive, invece, arrivano su altri fronti cruciali per lo Stato. “Tra il 2014 e il 2015 – ha affermato mister Agenda digitale – le anagrafi che oggi sono dei Comuni passeranno su un sistema centrale, una piattaforma unica alla quale tutti avranno accesso”. Riguardo alla fatturazione elettronica ha ricordato che “la tecnologia è pronta, ora la sfida è che le imprese si adeguino”. Per la seconda metà del 2014, inoltre, è attesa la partenza del progetto pilota sull’identità digitale. Non può esserci innovazione senza investimenti, anche in un momento di crisi economica come questo. Caio dice la sua: “Bisogna spendere meglio quello che si ha, visto che ci sono 5-6 miliardi l’anno per l’informatica pubblica. Se si riqualifica la spesa si può fare molto”. Nessun commento, infine, sullo scorporo della rete di Telecom Italia e sulla sua possibile fattibilità: “Bisogna chiederlo al consiglio di amministrazione dell’ex monopolista”.

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