Pubblica Amministrazione

Scorporo Telecom, Patuano: “Inutile dopo la cessione di Tim Argentina”

Lo scorporo della rete è venuto meno perché non più conveniente dal punto di vista economico. Così Marco Patuano, amministratore delegato di Telecom Italia, ha risposto – dalle colonne de “La Repubblica – al viceministro dello Sviluppo Economico, Antonio Catricalà. L’ex presidente dell’Antitrust, infatti, aveva espresso pochi giorni fa tutto il suo rammarico nell’aver constatato come il progetto della separazione fosse stato accantonato all’indomani dell’addio di Bernabè. Telecom-Italia“Lo scorporo societario che avevamo studiato con Bernabè – ha replicato Patuano – aveva due obiettivi, uno finanziario e uno regolatorio. Con l’emissione del convertendo e la vendita dell’Argentina (uno dei due asset in Sud America del mercato mobile ndr) il movente finanziario è venuto meno, in quanto i soldi per fare gli investimenti li abbiamo al nostro interno. Rimane invece aperto il tema regolatorio, se la separazione servisse ad avere meno vincoli da parte dell’authority”.

Naturalmente tiene banco il tema di Tim Brasil. Analisti, osservatori, sono concordi nel pronosticare una cessione della business unit da parte di Telecom Italia. Tutto ruota intorno alla scalata di Telfonica all’interno di Telco (la holding che controlla l’ex monopolista) e ai problemi di concorrenza, già ravvisati peraltro dall’Antitrust carioca, sul mercato della telefonia mobile. Per restare soci nella stessa azienda, uno dei due operatori deve cedere e tutto lascia presagire che tra i due a “sacrificarsi” sarà la pedina più debole ovvero Telecom Italia. Patuano resta cauto sulla questione, pur accennando alle modalità che porteranno alla vendita: “Il CdA ha deliberato all’unanimità che Tim Brasil è talmente importante che non ci deve essere nemmeno il dubbio di un conflitto di interessi. Quindi verrà messa in piedi una procedura ancora più severa delle parti correlate ‘rilevanti’, includendo anche i contatti propedeutici all’inizio di eventuali trattative”.

Eppure Tim Brasil era ed è un fiore all’occhiello per l’economia dell’ex monopolista. È lo stesso Patuano ad analizzare i motivi del suo exploit: “Tim Brasil è stata più brava dei concorrenti a sfruttare la ‘popolarizzazione’ della telefonia cellulare in Brasile, con una classe medio-bassa che dal 2004 è passata da 70 a 96 milioni di persone. Ora sta partendo lo sviluppo della banda larga, soprattutto attraverso la rete mobile, che presenta ampi spazi di crescita. Ma sarà importante avere le infrastrutture adeguate, quindi bisognerà acquistare nuove frequenze”. E se dovesse arrivare un’offerta a breve e prima dell’avvio della procedura annunciata dai vertici? L’ad ha chiosato: “Allora convocherò immediatamente un consiglio straordinario senza avviare alcuna trattativa. Tutto ciò per recepire le indicazioni che sono arrivate dall’assemblea del 20 dicembre scorso. Non dobbiamo neanche sembrare o apparire in conflitto di interessi”.

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