Credito

Crisi, credito: le famiglie ne chiedono sempre meno, le imprese sempre più

Due facce della stessa medaglia chiamata crisi. Le famiglie italiane chiedono sempre meno credito, sia questo destinato a mutui o prestiti, mentre le imprese non hanno mai smesso di rivolgersi agli Istituti di credito per sostenere la propria attività. La fotografia della condizione socio-economica del Paese si rivela in tutta la sua delicatezza nella consueta rilevazione del Barometro Crif,  società specializzata nei sistemi di informazioni creditizie e di business information.

Per quanto riguarda le famiglie i dati segnalano un atteggiamento di grande prudenza: nel 2013  la richiesta di credito segna una flessione del 4,7% per i prestiti e del 3,6% per i mutui. Il calo si fa ancora più marcato se confrontato con gli anni precedenti, mentre aumenta l’indice di rischio del credito. Nello specifico, nel 2013 il numero di richieste di prestiti finalizzati all’acquisto di beni/servizi (quali auto e moto, arredo, elettronica ed elettrodomestici, ma anche viaggi, spese mediche, palestre) ha fatto segnare un -5,0% rispetto ai 12 mesi precedenti mentre i prestiti personali si sono caratterizzati per una flessione lievemente più contenuta, pari a -4,1%L’ultimo mese dell’anno, invece, ha fatto registrare una contrazione pari a -11,8% rispetto allo stesso mese del 2012.

CRIFAltra musica sul fronte imprenditoriale che anche nel mese di dicembre 2013 ha fatto registrare un numero di domande di finanziamento da parte delle imprese cresciuto del 5,7% rispetto allo stesso mese del 2012, portando l’incremento complessivo nei 12 mesi ad un +1,7% rispetto all’anno precedente. Secondo l’analisi condotta da Crif,  il numero di richieste presentate alle aziende di credito nel semestre luglio-dicembre risulta essere il più elevato in assoluto dal 2009 ad oggi, ovvero da quando la crisi economica ha iniziato a far sentire i suoi effetti, a conferma del fatto che le imprese italiane non hanno smesso di rivolgersi agli istituti di credito in questa difficile fase del ciclo economico.

“L’andamento delle richieste di credito rappresenta un indicatore di straordinaria importanza per tastare tempestivamente il polso alle famiglie e valutare il loro livello di fiducia nei confronti del futuro e la propensione ad impegnarsi nell’investimento per la casa o per l’acquisto di beni durevoli o di costo più elevato – commenta Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF -. Purtroppo il trend che ha caratterizzato l’anno appena concluso non sorprende affatto considerate le difficoltà che coinvolgono circa 9 milioni di italiani, alle prese con una situazione di perdurante disagio occupazionale. In particolare, la mancata crescita dei redditi reali e la conseguente contrazione del potere d’acquisto hanno ulteriormente indotto le famiglie ad adottare un approccio estremamente cauto e a rinviare gli acquisti e gli investimenti non considerati strettamente indispensabili”.

 

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