Credito

Ritardi nei pagamenti, edilizia: segnali positivi ma situazione preoccupante

Le imprese del comparto edile archiviano il 2013 con luci ed ombre. Nonostante le misure adottate nel corso del 2013, i ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione continuano a determinare una situazione di estrema sofferenza nel settore delle costruzioni, uno dei settori più colpiti dal fenomeno in Italia.

I dati dell’Osservatorio Congiunturale sull’industria delle costruzioni relativo ai pagamenti della Pa, rivelano che, nel secondo semestre 2013, l’82% delle imprese registra ancora ritardi nei pagamenti da parte del committente pubblico. Nell’anno appena concluso l’approvazione di un primo piano di pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione e l’entrata in vigore della nuova direttiva europea sui ritardi di pagamento hanno avuto effetti positivi, ma ancora troppo limitati, operaiosull’andamento dei ritardi di pagamento.

Bene, spiega l’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), il primo piano di pagamento che ha consentito alle imprese edili di recuperare 6,5 miliardi di crediti,  ai quali si aggiungeranno gli 1,5 miliardi stanziati ma non ancora pagati. Resta però irrisolto il problema degli 11 miliardi di debiti non compresi dal piano per i quali si attende ancora una soluzione. Qualche segnale positivo anche sui tempi medi di pagamento, che, grazie all’entrata in vigore della nuova direttiva europea, hanno subito una leggera diminuzione rispetto ai valori degli ultimi 2 anni. Ad oggi l’attesa oltre il limite di due mesi imposto dall’Europa è scesa da 160 a 146 giorni, ma le punte superano ancora i 2 anni.

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