Economia e Finanza

Unione bancaria, raggiunto storico accordo. Letta: è un buon compromesso

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Enrico Letta – Presidente del Consiglio dei Ministri

Nella notte tra 18 e il 19 dicembre i ministri delle finanze dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo sul meccanismo unico di risoluzione delle banche in crisi. Si tratta di uno dei pilastri per la realizzazione del più ampio progetto dell’Unione bancaria europea, che prevede il trasferimento della vigilanza sulle banche di rilevanza sistemica alla Banca centrale europea. La supervisione per le altre banche sarà, invece, esercitata dalla Bce attraverso le autorità nazionali.
Per il ministro dell’Economia e delle Finanze,Fabrizio Saccomanni, si tratta di un “risultato storico” al pari della creazione dell’unione monetaria. Sono stati fatti “passi avanti nella direzione da noi auspicata”, ha spiegato Saccomanni. Il commissario al Mercato Interno Michel Barnier, ha invece spiegato che grazie a questo meccanismo finirà l’era “dei salvataggi bancari massicci e dei conti pagati dai contribuenti” e verrà garantita “stabilità finanziaria e migliori condizioni di finanziamento all’economia reale”.
Tuttavia non mancano le critiche al testo dell’Ecofin. Secondo il vicepresidente della Banca centrale europea (Bce), Vitor Constancio, il meccanismo rischierebbe, infatti, di non essere totalmente credibile. L’Europa si doterà di un’agenzia e di un fondo unico, diviso in quote nazionali, per liquidare le banche in fallimento, tuttavia secondo la Bce sarebbe troppo macchinoso. L’istituto centrale europeo avrebbe voluto inserire “una procedura d’urgenza per permettere una decisione in 24 ore” in caso di liquidazione bancaria e una linea di credito comune per evitare che il Fondo di risoluzione si ritrovi senza risorse. Il meccanismo sarà pienamente operativo nel 2025 e se il Fondo resterà senza dotazioni, i Paesi dovranno ricorrere alle risorse nazionali o chiedere un prestito al Meccanismo Europeo di Stabilità.
Positiva, invece, la reazione del Presidente del Consiglio, Enrico Letta: “Se ci fosse stata quattro anni fa, l’Europa non avrebbe buttato miliardi per salvare le banche. Si tratta di un compromesso, ma guardiamo al bicchiere mezzo pieno”. Letta parla anche di una “maggiore integrazione europea”. Nonostante, afferma il Presidente del Consiglio, si tratti di un “compromesso”, perché l’Italia avrebbe “voluto fare qualche passo avanti in più” e “qualcun altro avrebbe voluto fare dei passi in meno”, si è comunque “trovato un punto di intesa che fa sì che il bicchiere sia mezzo pieno”.
L’intesa dovrà ora essere approvata dal Parlamento Ue entro la fine della legislatura, fissata per l’aprile del 2014.

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