Economia e Finanza

Draghi: l’euro è la moneta del futuro, tesi populiste non reggono

“L’euro è il presupposto stesso del nostro futuro”. A dirlo è Mario Draghi, Presidente della Banca centrale europea (Bce), in un’intervista a Le Journal du Dimanche e ripresa da La Repubblica. “La tesi populista – continua Draghi – di chi pensa che uscendo dall’euro un’economia nazionale si avvantaggerebbe immediatamente con una svalutazione competitiva come ai vecchi tempi non regge alla prova dei fatti. Se tutti cercheranno di svalutare la propria moneta, nessuno se ne avvantaggerà”. “Sta a noi ricordare che l’integrazione europea è stato il miglior bastione per la pace. Ma dobbiamo anche restituire senso alla nostra comunità. mario draghiSpiegare che più Europa, più integrazione possono essere fattori di progresso, di rilancio e di prosperità. Dobbiamo restituire la speranza”. L’euro, secondo Draghi, “è una buona moneta, che assolve in tutto e per tutto al proprio ruolo, ma soffre per il fatto che la nostra unione monetaria è incompleta e imperfetta. Dobbiamo portare a termine questa unione monetaria se vogliamo ritrovare fino in fondo e in modo duraturo la stabilità e la prosperità del nostro Continente. Dobbiamo quindi procedere in un primo tempo lavorando sull’unione bancaria, e ultimare i programmi di riforma e di riduzione del deficit”. Il numero uno dell’istituto centrale di Francoforte sottolinea quindi che “la strada verso la prosperità passa sempre attraverso le riforme e la ricerca della produttività e dell’innovazione“.
Draghi è poi tornato a parlare di crescita: “La crescita è tornata ma non è di sicuro forte. La Germania va bene. Francia, Italia e Spagna stanno migliorando, ma va peggio per l’Olanda e la Grecia e il Portogallo restano sotto pressione”. La disoccupazione desta ancora troppe preoccupazioni, essendo ancora a livelli troppo alti, “ma si sta stabilizzando intorno a una media del 12%”.

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