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Ritardi nei pagamenti PA aggravano disagio Italia. Squinzi: “Imprese bancomat per lo Stato”

I ritardi nei pagamenti delle Pubbliche amministrazioni “hanno contribuito ad aggravare lo stato di disagio di una parte importante del tessuto produttivo del Paese” e mostrano “un’ulteriore prova di inefficienza, un nodo irrisolto delle riforme della pubblica amministrazione“.

Questo quanto riportato dal Cnel, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, nella Relazione Annuale 2013. Pur apprezzando il lavoro svolto dal governo Letta, che tra il 2013 e il 2014 ha indirizzato ai pagamenti alle imprese circa 47 miliardi di euro, rimane comunque il peso dei decreti del precedente governo Monti.

Importante, quindi, continuare sulla strada intrapresa dall’attuale esecutivo con “un duplice salto di qualità“: il primo relativo allo “spazio di manovra sotto il profilo della provvista finanziaria“, il secondo sulla “struttura del provvedimento che si presenta di gran lunga più attivabile rispetto al precedente“.

SquinziE mentre le imprese fornitrici della PA attendono quanto dovuto loro, continuano a versare allo Stato sotto forma di una pressione fiscale ancora molto forte. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, dalle colonne del Sole 24 Ore, esterna il malessere degli imprenditori: “Le imprese sono ormai diventate un bancomat per lo Stato se si pensa solo all’esempio degli acconti di imposta che oggi superano il 100%, un prestito forzoso”, ha dichiarato Squinzi.

Per il numero uno degli industriali “Occorre una riduzione del prelievo fiscale che oggi imbriglia lavoro e imprese e frena l’economia, quasi a voler punire chi produce ricchezza. Non solo: c’è bisogno di regole semplici e stabili, invece dell’attuale giungla normativa. Abbiamo – ha aggiunto il presidente di Confindustria –  un sistema fiscale eccessivamente oneroso e complesso, le tasse sono troppo elevate, sproporzionate rispetto ai servizi, espressione dell’eccesso di potere dello Stato”.

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