Economia e Finanza

Bce: per Italia necessaria correzione per deficit. Draghi: unione bancaria non è panacea

draghi mario bce

Mario Draghi – Presidente della Banca centrale europea

La Banca centrale europea (Bce) manterrà accomodante l’orientamento di politica monetaria “finché sarà necessario e seguiterà quindi a sostenere la graduale ripresa dell’economia nell’area dell’euro”. E’ quanto si legge nel Bollettino Statistico dell’istituto centrale di Francoforte.
“Per quanto riguarda l’analisi economica – continua il Bollettino – dopo l’incremento dello 0,3% osservato nel secondo trimestre del 2013, nel terzo trimestre il PIL in termini reali dell’area dell’euro è aumentato dello 0,1% sul periodo precedente”. Mentre “nel 2014 e nel 2015 il prodotto dovrebbe registrare un lento recupero, in particolare per effetto di un certo miglioramento della domanda interna sostenuto dall’orientamento accomodante della politica monetaria”. Ad aiutare l’attività economica dell’Eurozona sarà anche il progressivo rafforzamento della domanda di esportazioni e i miglioramenti dei mercati finanziari che si stanno trasmettendo all’economia reale, al pari dei progressi realizzati nel risanamento dei conti pubblici. A destare preoccupazione restano tuttavia la disoccupazione, ancora elevata, e i necessari aggiustamenti di bilancio nei settori pubblico e privato che continueranno a pesare sull’economia. “Si valuta che le prospettive economiche per l’area dell’euro siano soggette a rischi al ribasso”. Il rapporto deficit/Pil dell’Italia, è atteso al 3% nel 2013 contro l’obiettivo del 2,9% e al 2,5% nel 2014 contro l’1,8% del programma di stabilità, dati che dipendono “principalmente da un peggioramento delle condizioni economiche“. Nel Bollettino si ricorda, inoltre, che il risanamento strutturale “è inferiore allo sforzo richiesto” e servirebbe un’ulteriore correzione pari allo 0,4% del Pil, pari a 6,4 miliardi.
Mario Draghi, Presidente della Bce, parlando alla plenaria del Parlamento Ue ha anche lui ribadito che i tassi “resteranno bassi per un lungo periodo” e che “le misure prese” dalla Bce dall’istituto centrale “hanno affrontato le distorsioni“, “alleviato le pressione sui finanziamenti delle aziende non finanziarie” e “aiutato le piccole e medie imprese“.
Il numero uno della Bce si è poi soffermato sull’Unione bancaria che non deve essere considerata “una panacea. Per eliminare la frammentazione finanziaria è necessaria, ma non sufficiente a rompere il legame tra debiti sovrani e banche. Le condizioni di prestito ugualitarie si ristabiliscono solo se proseguono anche riforme e consolidamento”.

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