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Futuro Telecom, Bernabè si schiera con Asati. La lotta interna si infiamma

Rimasto nell’ombra per diverse settimane dal suo passo indietro, Franco Bernabè rompe gli indugi in Telecom Italia. asatiL’ex presidente, infatti, in vista della prossima assemblea ordinaria che si terrà il 20 dicembre, ha comunicato che conferirà ad Asati piena delega per le proprie azioni ordinarie. Non si tratta di una mossa frutta del caso, ma piuttosto di una indiretta adesione a quello che ad oggi rappresenta l’opposizione interna alla mutazione “genetica” di Telecom Italia. Asati (associazione degli azionisti dell’ex monopolista) non ha nascosto nelle ultime settimane tutto il suo malcontento per le decisioni assunte dai nuovi vertici aziendali. La scalata di Telefonica in Telco, la cessione di Tim Argentina e quella smentita (ma probabile) di Tim Brasil, sono solo alcuni elementi che hanno visto Asati impegnarsi al tavolo assembleare con lo scopo di ottenere definitivi chiarimenti.
La decisione di Franco Bernabè di affidare piena autonomia all’associazione dei piccoli azionisti è dunque una “dichiarazione di guerra” alla nuova linea dettata da Marco Patuano. Resta la soddisfazione per la scelta operata dall’ex super manager. “Il suo atto – ha commentato Asati – unito ai numerosi messaggi di stima che riceviamo in continuazione dai dipendenti della società e dagli azionisti esterni iscritti rafforzano le convinzioni che la nostra associazione stia perseguendo con efficacia gli obiettivi da sempre da noi perseguiti ovvero trasformare Telecom Italia in una public company”. “Tra l’altro le dimissioni del 3 ottobre u.s. dell’ex Presidente di TI – ha proseguito – sono sostanzialmente riconducibili all’impossibilità con l’azionista Telco di fare della nostra società una vera public company, prendendo delle decisioni sempre potenzialmente in conflitto di interesse”. “La nostra battaglia continuerà ancora più convinta e ferma – ha concluso Asati – con il sicuro convincimento che alla fine Telecom Italia nell’interesse delle minoranze, dei suoi dipendenti e dell’intero Paese diventerà una public company”.

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