Pubblica Amministrazione

Tagli alla spesa pubblica per 32 miliardi. Statali, piano per la mobilità

Una sforbiciata da 32 miliardi di euro alle spese dello Stato nell’arco di tre anni. Operazione pari a due punti del PIL. Presentato ieri il piano del Commissario straordinario per la Revisione della Spesa pubblica, Carlo Cottarelli (foto in basso) a Palazzo Chigi.

“I risparmi di spesa dovranno andare nella maggior parte alla riduzione delle imposte ma anche a investimenti produttivi e alla riduzione del debito pubblico” ha spiegato il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. La revisione della spesa ”è uno dei punti centrali, è un elemento cardine della politica economica del governo”, ha aggiunto.

Nel documento presentato dal Commissario Cottarelli, viene tracciata la “road map” degli interventi e indicate le voci di spesa a rischio taglio. Il programma prevede una metodologia innovativa, con premi finanziari per gli enti che si distingueranno nei tagli. Al setaccio gli sprechi su acquisti, immobili, società partecipate, con ottimizzazioni delle procedure di spesa. Scure anche su Sanità e Scuola per la quale è previsto un ridimensionamento del numero degli insegnanti di sostegno.

cottarelli-carloDaremo “enorme importanza alla trasparenza”, aspetto “importante per creare un clima di sostegno e supporto da parte dell’opinione pubblica”, attraverso la “pubblicazione di indici e classifiche” che possono individuare gli enti di spesa “più efficienti”. Ha spiegato Cottarelli che ha poi annunciato che “ci potranno essere delle cose anticipate a prima delle fine di febbraio quando è previsto il grosso delle misure per la revisione della spesa”.

Nel dettaglio tra le spese in esame ci sono innanzitutto i dipendenti statali: “Mobilità del lavoro (compresa l’esplorazione di canali di uscita e rivalutazione delle misure sul turnover) e armonizzazione del sistema retributivo e contrattualistico nel pubblico impiego, anche al fine di incentivare la mobilità tra amministrazioni e funzioni”, recita il piano. Non potevano mancare poi i ministeri con un dettagliato elenco di voci di spesa da far quadrare. C’è poi il capitolo degli appalti e delle società partecipate pubbliche, a setaccio sprechi e spese di RAI, Invitalia, Casse conguaglio, GSE, Istituto di Credito sportivo, Agenzie servizi difesa, Poligrafico dello stato, Rete Autostradale Mediterranee.. Da valutare anche la spesa per il trasporto pubblico locale, gli enti lirici, i parchi e le fiere.

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