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Telecom, Azzola su Alierta: “Rassicura di giorno, vende di notte”

Il governo dovrebbe convocare Telefonica, chiedere precise garanzie sugli investimenti e sul futuro di Telecom, negoziando con Telefonica un aumento di capitale (5 miliardi di euro), che resterebbe la soluzione preferita, tale da dare solidità finanziaria all’azienda”. Così ha dichiarato Michele Azzola nel corso del convegno Made for Italy, Poste Italiane e Telecom Italia. Due aziende italiane per il sistema Paese, in programma questa mattina a Roma.

Michele Azzola, segretario nazionale SlcCgil

Michele Azzola, segretario nazionale SlcCgil

“L’attuale situazione finanziaria di Telecom unitamente all’esigenza di proteggere la strategicità e mantenere il controllo della rete – ha proposto il segretario nazionale SlcCgil –  potrebbe portare anche ad utilizzare un intervento finanziario innovativo”. “Innanzitutto un vero aumento di capitale per 1 miliardo di euro riservato agli investitori istituzionali (come lo è il convertendo) – ha spiegato – che non dia a nessuno privilegi nella distribuzione anche mascherata di dividendi e poi la sottoscrizione di strumenti quali i contingent convertibles da parte dello Stato attraverso la Cassa Depositi e Prestiti oppure Poste Italiane per circa 4 miliardi di euro”.

Dal punto di vista dei tassi di interesse che dovrebbero pagare i contingent convertibles (ovvero strumenti obbligazionari come i bond ndr) – ha proseguito Azzola – date le ‘garanzie di Stato’ e la circostanza che l’intervento statale sarebbe pari a circa il 30% del valore della società (4 miliardi diviso la capitalizzazione di borsa di Telecom pari a circa 13 miliardi di euro) il rendimento non potrebbe che essere il tasso di riferimento del debito pubblico; ciò implica perlomeno una riduzione dei costi dell’operazione per circa il 3% su base annua rispetto al convertendo”. “Non ci convincono – ha concluso il massimo dirigente sindacale – le ultime rassicurazioni offerte da Alierta: rassicura di giorno mentre di notte vende Telecom Argentina? È anche per non lasciare una storica e strategica azienda come Telecom in mani fragili che insistiamo affinché il governo metta mano all’azienda che, in caso contrario, nel giro di qualche anno sarà totalmente scomparsa, sopraffatta da un mercato spietato e da giganti d’argilla”.

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