Economia e Finanza

Banche, Rapporto CER: la lenta ripresa del settore bancario

Nell’ultimo trimestre del 2013, dopo oltre due anni di contrazione, l’economia italiana potrebbe registrare una variazione positiva del Pil, tuttavia la ripresa del settore bancario sarà più lenta, con un ritardo motivato dal netto peggioramento intervenuto nella qualità del credito erogato. E’ quanto si legge nel Rapporto CER (Centro Europa Ricerche) sul settore bancario che prevede un possibile aumento delle sofferenze, le cui dimensioni arriverebbero al 12,7% degli impieghi nel 2015-16.
La redditività bancaria si sta riprendendo con passo lento. Secondo le rilevazioni del CER, il Roe delle banche italiane registrerà quest’anno una contrazione pari allo 0,2%, dopo aver registrato nel 2012 un calo dello 0,7% e nel periodo 2008-2012 dello 0,5%. Nel periodo di previsione, la redditività torna ad aumentare, ma con saggi molto contenuti, fino al 2,7% atteso per il 2016. Valori al di sotto della media registrata nel precedente decennio.
Un contributo al miglioramento del risultato economico dovrebbe arrivare dalla riduzione dei costi operativi, la cui incidenza sul totale attivo è attesa passare dall’1,3% del 2012 all’1,1% del 2016.
L’anno in corso si appresta a chiudersi quindi con utile netto negativo per circa un miliardo di euro, nel 2014 l’industria bancaria dovrebbe, invece, tornare a produrre profitti per circa 3,5 miliardi, destinati a diventare circa 8 nel 2015 e 12 nel 2016.
A causa della bassa redditività e del peggioramento della qualità del credito, si stima una flessione dei finanziamenti pari a circa il 5% nel 2013 mentre nel 2014 il credito dovrebbe tornare ad affluire alle imprese con tassi contenuti (+1,6%); incrementi maggiori si dovrebbero avere per il 2015 e il 2016.
Sul versante dei tassi d’interesse si registra un ritardo di quelli applicati a famiglie e imprese nell’incorporare l’impostazione espansiva della politica monetaria. Il tentativo di migliorare la redditività sta scaricando sulla clientela italiana un carico da interessi tra i più elevati tra quelli dei principali paesi europei, superiore anche a quello della Spagna. A sostenere i maggiori oneri finanziari sono soprattutto le piccole imprese e le famiglie.
Sul fronte delle fonti di finanziamento il CER non si segnala particolari difficoltà nel reperimento di risorse adeguate. Nella loro previsione, il trend positivo dei depositi proseguirà fino al 2016, ma le obbligazioni tornerebbero a segnare variazioni positive solo nell’ultimo anno di previsione. Il patrimonio segnerebbe comunque una tendenza positiva, con un picco nel 2015 in vista dei diversi stati di avanzamento nell’implementazione di Basilea 3.
Il livello di capitalizzazione delle banche italiane, non corretto per il rischio, se da un lato appare adeguato, anche in un confronto internazionale, dall’altro non mostra però segnali di miglioramento.
Il CER sottolinea, infine, che i piani di esubero adottati da tutti i principali istituti bancari prevedono una riduzione complessiva di circa 40 mila dipendenti. Tuttavia dai confronti internazionali, spiega il rapporto, emerge una situazione di sottodimensionamento del settore bancario italiano in termini di forza lavoro, nonché un andamento in controtendenza del numero medio di dipendenti per singolo sportello. Lo studio però sottolinea che dallo scoppio della crisi è in corso un netto ridimensionamento degli sportelli che sta riavvicinando l’Italia alla media europea in termini di presenza sul territorio attraverso le filiali. Dal 2008 al 2012, infatti, sono state chiuse oltre 1.500 filiali.

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