Ambiente & Salute / Imprese

Imprese giovani: boom di agriturismi, fattorie e vendita prodotti tipici

Cambio generazionale e di stile di vita. Sempre più giovani italiani scelgono l’agricoltura e i servizi correlati alla riqualificazione del territorio come impiego. Assistiamo negli ultimi anni ad un vero e proprio boom di attività e servizi legati alla valorizzazione della campagna e dei prodotti tipici del territorio di appartenenza.
La tendenza è certificata da un’indagine condotta da Coldiretti su dati Swg che segnalano come in Italia quasi una impresa agricola su tre è nata negli ultimi dieci anni a dimostrazione di un profondo processo di rinnovamento che si è verificato nell’agricoltura italiana, dove il 7,2% dei conduttori ha meno di 35 anni con un totale di 58.663 imprese agricole guidate da giovani under 35.
Di queste circa il 70%, sottolinea la Coldiretti, opera in attività multifunzionali: dall’agriturismo alle fattorie didattiche, dalla vendita diretta dei prodotti tipici e del vino alla trasformazione aziendale del latte in formaggio, dell’uva in vino, delle olive in olio, ma anche pane, birra, salumi, gelati e addirittura cosmetici.
DegirolamoIl contatto con la natura e i suoi prodotti torna a crescere nell’interesse delle giovani generazioni, secondo i dati raccolti emerge che il 38% dei giovani tra i 18 ed i 34 anni preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che fare l’impiegato in banca (26%) o anche lavorare in una multinazionale (28%). “Venute meno le garanzie del posto fisso che caratterizzavano queste occupazioni sono emerse tutte le criticità di lavori che in molti considerano ripetitivi e poco gratificanti rispetto al lavoro in campagna”, spiega la Coldiretti.
Recentemente anche il ministro per le politiche agricole, Nunzia De Girolamo è intervenuta a sostegno della nuova tendenza dei giovani: “L’agricoltura può essere uno strumento importante per i giovani lavoratori per quanto riguarda il lavoro. Potremo dare tante risposte, penso che la crisi che stiamo vivendo possa trovare le risposte proprio sotto i nostri piedi, nella terra che coltiviamo”.
Secondo recenti dati pubblicati da Almalaurea, un agronomo su due trova lavoro entro un anno dal conseguimento del titolo, e quasi uno su tre con un contratto stabile. Dall’inizio della recessione, la facoltà di agraria ha fatto registrare un picco di immatricolazioni superiore al 40%, a fronte di un crollo generalizzato delle iscrizioni di oltre il 12% in cinque anni. Aumento record del 29% si registra anche nelle immatricolazioni negli istituti professionali agricoli e del 13% negli istituti tecnici di agraria, agroalimentare ed agroindustria.

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