Credito

Pagamenti debiti Pa, Italia a rischio infrazione per i continui ritardi

Il continuo ritardo nei pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione alle imprese fornitrici, nonostante la direttiva europea che fissa il limite di 30 giorni, mette il nostro Paese a rischio procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea.
“Se non saranno rispettati i termini di pagamento di 30 giorni da parte delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese chederò l’apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia”. L’avvertimento e del Commissario europeo per l’industria e l’imprenditoria, Antonio Tajani, nel corso di un convegno a Roma nella sede della rappresentanza italiana della commissione Ue.
“Mi rendo conto – ha aggiunto Tajani – dell’impegno che si chiede alle amministrazioni pubbliche perché si rispettino le regole e capisco anche che è difficile passare da 900 giorni, come accade in alcune realtà, a 30. Tuttavia è mio dovere far rispettare le regole, anche se qualcuno nell’amministrazione italiana se ne dispiace. La legge deve essere uguale per tutti”.
Il recepimento della direttiva comunitaria è avvenuto con un certo ritardo il 4 ottobre scorso. Tuttavia, le evidenze dimostrano non solo che spesso questo termine non è rispettato, ma anche che esistono spesso delle pratiche abusive
Il governo è “consapevole” del grande disagio vissuto dalle imprese fornitrici di beni e servizi allo Stato, anche se “il finanziamento alle Pmi – ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato – e’ un problema fondamentale e di dimensione” non solo italiana, “ma europea”. Il punto e’ che “nel nostro Paese” il ritardo dei pagamenti della P. A. rappresenta una “patologia che ha creato problemi piu’ ampi”, ha sottolineato il ministro nel corso della conferenza stampa convocata per presentare Cosme, il nuovo programma Ue per la competitivita’ e l’innovazione 2014-2020.

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