Credito / Economia e Finanza

Imprese: Cribis D&B, una su sei paga fornitori con un mese di ritardo

In Italia, un’impresa su sei paga con oltre 30 giorni di ritardo il proprio fornitore. E’ quanto rilevato dalla analisi sui pagamenti delle imprese italiane nel terzo trimestre 2013 analizzati dalloStudio Pagamenti di Cribis D&B, la società delGruppo Crif specializzata nelle business information, e in un convegno a Bologna.
Il malcostume dei ritardi nei pagamenti è molto diffuso nel nostro Paese anche tra imprese e non solo nella Pubblica amministrazione che comunque resta una delle più lente in Europa per pagamenti di fatture.
Nello “Studio Pagamenti 2013”, la società analizza il comportamento di pagamento delle imprese italiane nel terzo trimestre 2013. E ne emerge un quadro sempre più preoccupante. “L’analisi del trend negli ultimi anni mostra un sensibile calo del numero delle imprese virtuose tra il 2012 e il 2013 – ha dichiarato l’amministratore delegatoMarco Preti -. Mentre è quasi raddoppiata la percentuale dei pagamenti effettuati con un ritardo grave, che supera cioè i 30 giorni medi“.
Nel dettaglio, le imprese virtuose sono diminuite del 5% in un anno, fermandosi al 39,6% del campione preso in esame. Sono invece il 45,1% le aziende che pagano con un ritardo contenuto entro 30 giorni. E passa dal 6,2% dello scorso anno al 15,3% di quest’anno la percentuale delle società che nel terzo trimestre ha superato i 30 giorni di ritardo nel saldo delle fatture. Di queste, il 6,4% ha estinto il proprio debito tra i 30 e i 60 giorni successivi alla scadenza concordata; il 4,1%, tra i 60 e i 90 giorni; il 2,8%, tra i 90 e i 120 giorni; e il 2%, oltre i 120 giorni.
E’ l’Emilia Romagna la regione più puntuale con il 49,8% delle imprese che rispettano le scadenze contrattuali. Seguono il Friuli Venezia Giulia (47,1%), la Lombardia (46,9%) e il Trentino Alto Adige (45,9%) che e’ anche la regione con la minor percentuale di pagatori in ritardo di oltre tre mesi (2%). A rappresentare ilfanalino di coda del ranking regionale la Sicilia con solo il 24,2% di pagatori puntuali, seguita dalla Campania (24,8%) e dalla Calabria (25,6%).

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