Economia e Finanza

Futuro Telecom, Moody’s taglia il rating. La replica: “Gruppo e finanze sono solidi”

L’addio di Bernabè porta i suoi primi effetti negativi per Telecom Italia. Moody’s ha infatti tagliato a Ba1 il rating sul merito di credito dell’ex monopolista e ne ha bollato i bond a “spazzatura”. “Le dimissioni rassegnate dall’ex presidente – ha giustificato l’agenzia – hanno aumentato l’incertezza sulla capacità della società di rafforzare il proprio bilancio abbastanza da mitigare il calo delle entrate e del margine operativo lordo. Le restanti opzioni a disposizione per rafforzare la valutazione prenderanno tempo per essere attuate, sempre che abbiano successo“. A preoccupare è infatti soprattutto la prossima politica che Telecom adotterà ed, in particolare, il suo operato in un  periodo di transizione che culminerà con la nomina del nuovo numero uno del gruppo. Sono tanti, in effetti, i punti interrogativi che accompagnano il presente. Primo tra tutti il ruolo di Telefonica che, da centrale all’interno di Telco, potrebbe divenire predominante anche all’interno del CdA. Scalata che il governo (nei giorni che hanno preceduto la crisi politica della maggioranza) mirava ad ostacolare attraverso un decreto legge che avrebbe attribuito poteri speciali allo Stato in materia di Comunicazione. Ultimo, ma non ultimo per ordine di importanza, è il progetto sullo scorporo della rete di Telecom: con l’addio di Bernabè è stato inevitabilmente congelato in attesa che le condizioni tornino favorevoli.

Non si è fatta attendere a stretto giro di posta la replica dei vertici Telecom al declassamento di Moody’s. “Il Gruppo – afferma una nota ufficiale della dirigenza – è solido dal punto di vista sia industriale sia finanziario, come dimostrato dalla generazione di cassa, che negli ultimi 5 anni è stata pari a 32 miliardi di Euro. Nello stesso arco di tempo, a fronte di 25 miliardi di Euro di investimenti complessivi nei Paesi in cui opera, ha ridotto il proprio indebitamento nella misura di 7,6 miliardi di Euro“. “La riduzione del debito – chiarisce l’ex monopolista – è sempre stata e continuerà a essere una priorità per Telecom Italia, nell’ambito di un percorso di sviluppo sostenibile delle attività industriali. Nel corso degli anni Telecom Italia ha perseguito un approccio prudente alla gestione dei rischi finanziari, mantenendo un margine di liquidità almeno pari alle scadenze del debito dei successivi 18/24 mesi e adottando una documentazione contrattuale relativa ai propri finanziamenti priva di clausole di step-up o di accelerazione nel rimborso del capitale legate al rating“. “Per gli effetti del downgrade sulla propria struttura finanziaria e dei costi – conclude la nota – a seguito di scadenze intercorse il totale nominale di finanziamenti accesi con Banca Europea degli Investimenti è nel frattempo sceso a 2.950 milioni di Euro“.
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