Economia e Finanza

Futuro Telecom Italia, l’allarme dei sindacati. Azzola (SlcCgil): “Senza un governo forte è un dramma”

Causa crisi di governo è saltata l’attesa audizione in Senato del presidente di Telecom Italia, Franco Bernabè. L’empasse politico si è ripercosso così immediatamente su questioni molto delicate bloccando ogni possibile intervento dell’esecutivo. A giorni sarebbe arrivato infatti un decreto legge che avrebbe posto diversi paletti in relazione all’acquisizione di Telco da parte di Telefonica. Una manovra che avrebbe tutelato gli interessi dello Stato (anche in materia di sicurezza) e avrebbe di fatto ostacolato l’espansione del colosso di telefonia spagnolo che ora punta dritto alla maggioranza. In ballo, inoltre, c’è sempre lo scorporo della rete che il presidente Bernabè sta portando avanti da mesi tra luci e ombre. Un’operazione che in tanti reputano indispensabile per il futuro del comparto ma che ora, con il cambio degli equilibri in Telco, si riappropria di numerosi interrogativi.
Se la classe politica si è fatta da parte preferendo pensare più al suo destino, non hanno allentato la propria morsa i sindacati che hanno messo le istituzioni davanti ai propri doversi. In un documento unitario Cigl, Cisl e Uil, hanno sottolineato come sia irrinunciabile che, la prossima legge di stabilità, compia “scelte di politica industriale e di investimenti, senza le quali le grandi imprese di rete fondamentali per lo sviluppo, come Telecom e Alitalia, e grandi gruppi industriali, come Finmeccanica e quelli siderurgici, perdono la loro funzione e rischiano di essere svenduti“. ” Senza un esecutivo forte la situazione diventa drammatica – ha affermato Michele Azzola, segretario nazionale della SlcCgil -. Occorre un aumento di capitale a cui potrebbe partecipare la Cassa Depositi e Prestiti. Senza aumento di capitale è a rischio la sopravvivenza di Telecom Italia, visto che la stessa Telefonica ha problemi finanziari enormi“. Dello stesso avviso Giorgio Serao di FistelCisl: “Adesso il problema di Telecom è tutto politico, bisogna capire come il governo voglia intervenire nel futuro di un’azienda strategica per il Paese“. D’accordo anche Salvatore Ugliarolo, segretario nazionale della UilcomUil: “La crisi desta preoccupazione in un momento così delicato. Anche l’eventuale sostituzione di Bernabè peggiora la situazione“.

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