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Cessione Telecom, un decreto per bloccare la scalata di Telefonica

Fatto il pasticcio ora si tenta di correre ai ripari in extremis. Il Consiglio dei ministri nella giornata odierna esaminerà il decreto del Presidente della Repubblica finalizzato a bloccare la scalata di Telefonica e ad impedire il passaggio di consegne di Telecom Italia. “Gli attivi di rilevanza strategica nel settore delle comunicazioni – si sottolinea nella bozza del provvedimento – sono individuati nelle reti e negli impianti utilizzati per la fornitura dell’accesso agli utenti finali dei servizi rientranti negli obblighi del servizio universale“. “Sono inclusi – prosegue il testo – gli apparati dedicati, anche laddove l’uso non sia esclusivo, per la connettività (fonia, dati e video), la sicurezza, il controllo e la gestione relativi a reti private virtuali, in uso alle Amministrazioni dello Stato competenti in materia di salvaguardia della pubblica sicurezza, del soccorso pubblico e della difesa nazionale; collegamenti dedicati ad uso esclusivo alla realizzazione della Rete Interpolizia per Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza e per il Ministero della Difesa; rete di accesso alla rete telefonica pubblica in postazione fissa anche nel caso di connessioni stabilite mediante servizi di accesso disaggregato all’ingrosso, condiviso o Wlr, in rame e fibra“. Nela golden share dello Stato verrebberi fatte rientrare dunque anche operazioni come “fusioni, scissioni, incorporazioni o cessioni“.

Il secondo stratagemma studiato ad hoc dal governo contro Telefonica è l’abbattimento dell’Opa (Offerta pubblica di acquisto). Tuttavia Giuseppe Vegas, presidente della Consob, ha spiegato in Senato che al momento è proprio questo tassello a mancare visto che Telefonica non ha ancora acquisito il pieno controllo di Telco e Telco non detiene più del 30% di Telecom Italia. “La legge – ha chiarito Vegas – lega l’obbligo di Opa al superamento del 30% del capitale con diritto di voto, indipendentemente dal fatto che alla partecipazione acquisita corrisponda una situazione di controllo della società quotata. Quando i poteri di governance di Telefonica ora solo virtuali,  diventeranno reali, sarà possibile accertare l’acquisizione del controllo di Telco“. Cosa che accadrà come comunicato dallo stesso colosso spagnolo solo il primo gennaio 2014. Diverso è invece il prezzo pagato da Telefonica per le azioni di Telecom che risulta essere quasi il doppio rispetto alla quotazione reale. “Incorpora un sovrapprezzo – ha ammesso Vegas – su cui Consob procederà a delle verifiche“. Il presidente ha concluso l’intervento con una sua valutazione personale: “Ha poco senso drammatizzare il contrasto tra stabilità e contendibilità del controllo e nemmeno si può aver paura dello straniero e pretendere da lui solo soldi“.
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