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Turchia attira le imprese italiane

Turchia attira le imprese italiane

Le imprese italiane allargano sempre piu’ le proprie mire. Tra i mercati emergenti, quello turco e’ senza dubbio quello che maggiormente ha accolto il Made in Italy con soddisfazione. Le prime imprese sbarcate sul Bosforo risalgono agli anni settanta (Fiat, Pirelli, Eni), con il passar del tempo, il fenomeno ha raggiunto cifre molto elevate. Nel primo trimestre del 2010 l’Italia fa registrare un clamoroso piu’ 53% del suo export in Turchia, rispetto allo stesso periodo del 2009. Attualmente siamo il quarto partner commerciale di Ankara, il quinto Paese fornitore, il secondo importatore.
Con la Turchia l’interscambio del 2009 e’ stato di 13,6% miliardi di dollari, la crisi economica ha causato una contrazione del 27,7% rispetto al 2008. Nonostante il terremoto finanziario globale, il saldo e’ stato favorevole di ben 800 milioni di dollari. Gli italiani sono al quarto posto tra gli investitori, segno che gli imprenditori credono nel futuro di questo paese.
Come sottolinea una recente nota dell’Ice, l’Istituto per il Commercio Estero, ‘gran parte dei prodotti esportati dall’Italia riguarda il settore dei beni strumentali ed intermedi’, oltre ovviamenti, il solito zoccolo duro del Made in Italy, come moda, desing e abbigliamento. L’offerta si sta lentamente diversificando, tra le new entry troviamo la nautica oppure le tecnologie di monitoraggio delle calamita’ naturali, nonche’ protezione ambientale e tecnologie per il restauro, per le infrastrutture e per le energie rinnovabili. Degna di menzione e’ Astldi che nel 2010 firmera’ un megacontratto per la realizzazione di 420 chilometri.
Roberto Luongo, da cinque anni ad Istanbul come Direttore dell’ufficio Ice ha spiegato come ‘la posizione dell’Italia e’ estremamente interessante e che la credibilita’ del sistema italiano e’ altissima. Nel 2008 l’Italia e’ risultata prima nella classifica dei Paesi esteri che si sono aggiudicati contratti pubblici, migliorando la seconda posizione del 2007′. 

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