Imprese

MPMI: al vaglio lo Statuto delle Imprese

  ‘Norme per la tutela della liberta’ d’impresa. Statuto delle Imprese’, e’ il titolo della proposta di legge presentata alla Camera e firmata da 130 deputati, di maggioranza e opposizione, sullo Statuto delle Imprese.


Lo Statuto fa riferimento ai diritti fondamentali delle imprese: principio di sussidiarieta’, sviluppo della persona e della sua espressione attraverso il lavoro e effettiva concorrenza, ed e’ finalizzato a riconoscere il valore dell’iniziativa economica e i diritti delle imprese verso il fisco e la Pubblica Amministrazione. Lo Statuto, inoltre, comporta una semplificazione notevole per le micro e piccole imprese e per l’avvio di nuove imprese giovanili, femminili, tecnologiche e collocate nelle aree svantaggiate.


Se la proposta arrivera’ in Senato per l’approvazione definitiva, anche la micro, piccola e media impresa, vero motore della nostra economia, potrebbe avere il suo Statuto di diritti. Un traguardo importante se si pensa che l’Italia, nelle classifiche internazionali, risulta, nonostante la presenza di numerose Pmi, uno dei Paesi in cui e’ piu’ difficile fare impresa.


La proposta di legge, che ha adottato come testo base il progetto del vicepresidente Raffaello Vignali (Pdl), e’ il frutto di un ampio dibattito scaturito dalla raccomandazione europea espressa nel 2008 con lo ‘Small Business Act’, per creare condizioni favorevoli alla crescita delle piccole e medie imprese.


Nello Statuto si legge: ‘Lo Stato nelle sue articolazioni e la Pubblica Amministrazione sono al servizio dei cittadini e delle imprese alle quali devono essere garantite trasparenza delle regole, l’efficacia, l’efficienza, la tempestivita’ e l’uniformita’ di trattamento’.


Alcune norme dell’Ordinamento: il concetto d’imprenditorialita’, come competenza chiave nei programmi scolastici e universitari; l’istituzione di portali telematici per rendere trasparente e ampliare l’accesso all’informazione sugli appalti pubblici; la creazione di un’agenzia per le micro, piccole e medie imprese (Mpmi) e l’ istituzione di una Commissione bicamerale con il compito di valutare preventivamente l’impatto delle norme su di esse.


 Lo Statuto, infine, introduce principi fiscali di grande rilievo: differenziazione della tassazione degli utili (con maggior vantaggio per gli utili reinvestiti); maggior vantaggio a persone fisiche o giuridiche che investono capitali di rischio nelle Mpmi; imposizione fiscale massima al 45% degli utili di impresa; divieto di introdurre tasse calcolate sui costi o sulle tasse stesse; lo Stato non puo’ pretendere versamenti da un’impresa se e’ debitore della stessa.


 


 

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