Imprese

ASI, bandi per lo sviluppo di nuove tecnologie aerospaziali

L’ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha annunciato l’emissione di quattro bandi da cinque milioni di Euro ciascuno  (per un totale complessivo di 20 milioni di Euro) nei prossimi quattro anni  a favore di imprese che realizzino progetti tecnologici relativi alla ricerca spaziale.


Le aziende partecipanti dovranno rispettare due vincoli:



  • Partecipare al progetto con almeno ulteriori cinque milioni di Euro
  • Essere associate ad almeno un’altra azienda

I settori in cui sviluppare i progetti saranno:



  • Materiali aerospaziali
  • La navigazione via satellite
  • L’osservazione terrestre
  • Le telecomunicazioni

L’obiettivo dichiarato e’ di stimolare la propensione al rischio delle aziende altamente tecnologiche nazionali favorendo anche la collaborazione tra aziende e la loro aggregazione sinergica e strategica.
E’opinione condivisa negli ambienti economici, ormai, che solo attraverso la collaborazione in rete e in filiera il sistema aziendale italiano riuscira’ ad uscire vittorioso dal periodo di crisi.
E le aziende dotate di tecnologia idonea in Italia non sono tutte di grandi dimensioni, anzi. Nel nostro paese esistono solo due gruppi aerospaziali: uno fa riferimento a Finmeccanica e l’altra alla Ohb.
Le piccole medie imprese italiane in questo settore sono, invece, un centinaio, con un fatturato tra uno e dieci milioni di Euro.
Cento piccole aziende che potrebbero trarre da questi bandi linfa vitale per i propri investimenti strategici ( a patto che detengano in riserva 5 milioni di Euro da investire).
Enrico Saggese, Presidente dell’ASI, in un’intervista a Corriereconomia, ha dichiarato: ‘Oggi, in genere, sono le grandi societa’ che trattengono i valori dello sviluppo magari ottenuto attraverso le piccole imprese che rimangono cosi’ deboli. Invece, con l’aiuto di bandi come quelli emessi dall’ASI saranno in grado di gestire un loro mercato’. E ancora: ‘ In una ricognizione compiuta in Veneto ho visto capacita’ nelle nanotecnologie che potrebbero essere utili nello sviluppo di progetti spaziali con costi inferiori a quelli affrontati finora, come altri paesi stanno gia’ facendo, senza sacrificare la qualita’ delle miussioni’.


 

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