Imprese

Imprese, certificazione ambientale

  Il Ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha illustrato le prime mosse del Piano anti Pm10 (sigla che identifica materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche, altamente inquinanti e che possono causare patologie come l’asma) che il suo Ministero sta disegnando per aderire alle linee guida dell’Unione Europea.
Oltre 200 aziende, le prime tra gli impianti industriali di maggiore importanza nazionale, saranno tenute a dotarsi di una certificazione per la sostenibilita’ ambientale, la cosiddetta Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.).
L’autorizzazione integrata ambientale (AIA) e’ il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni, che devono garantire la conformita’ ai requisiti del decreto legislativo 18 febbraio 2005 , n. 59, di recepimento della direttiva comunitaria 96/61/CE, relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC).


Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 16 del citato D.Lgs. 59/05, tale autorizzazione e’ necessaria per poter esercire le attivita’ specificate nell’allegato I dello stesso decreto.

 

‘Si tratta di una certificazione per la sostenibilita’ ambientale degli impianti: chi non e’ in regola deve provvedere in tempi e modalita’ stabilite e certe. Tutto cio’ servira’ anche a ridurre le polveri sottili’. Cosi’ ha dichiarato il Ministro in un’intervista al Corriere della Sera.

Ovvi i vantaggi di una certificazione di questo tipo, in particolare se il Governo attuera’ degli incentivi collegati al rispetto dei requisiti ambientali richiesti.
Piu’ problematica la questione dei costi monetari ed organizzativi che le aziende, soprattutto quelle di piccole e piccolissime dimensioni, dovranno affrontare per ottenere la certificazione.

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