Economia e Finanza

L’Italia protagonista in Europa per tutelare il ‘Made In’

destinata a segnare la strada per una normativa europea volta a proteggere l’origine certificata delle produzioni nel settore del tessile, della pelletteria e del calzaturiero. L’obiettivo del Parlamento italiano e’ ambizioso: riuscire laddove l’Europa annaspa, ovvero sulla tutela dei prodotti doc comunitari e sulla tracciabilita’ di quelli extracomunitari, costringendo la Ue a colmare un vuoto che finisce per penalizzare soprattutto le produzioni (come quelle italiane) caratterizzate da un alto tasso di specializzazione, originalita’ e qualita’ dei manufatti. Dopo il varo dell’autunno scorso alla Camera, in questa settimana anche il Senato provera’ dunque a dare un forte impulso alla legge italiana sull”etichetta d’origine obbligatoria’, l’unico modo per spingere anche la Commissione europea a varare a sua volta il regolamento nei comparti del tessile-pellettiero e del calzaturiero. A Bruxelles e Strasburgo qualcosa in questi mesi, in realta’, si era mosso. Lo scorso novembre il Parlamento europeo aveva votato ad ampia maggioranza una risoluzione per l’adozione del regolamento sull’etichetta obbligatoria per i prodotti extracomunitari. Ma la sua applicazione stenta a decollare.


La legge italiana sulle produzioni ‘doc’ tende invece a garantire l’origine comunitaria e nazionale dei prodotti, con criteri oggettivi per tutti i manufatti del tessile, compresi quelli per della pelletteria e del calzaturiero realizzati almeno per due fasi su quattro (per tessili e calzaturiero) o per due su cinque (nel pellettiere) nel nostro Paese. Per le altre fasi deve essere garantita la tracciabilita’. E vengono anche stabilite le sanzioni per chi viola le regole. Per le imprese variano da 10mila a  70mila euro e, in caso di reiterazione del reato, arrivano alla sospensione dell’attivita’ da un mese a un anno. In realta’ questo non e’ il primo tentativo legislativo in Italia. La scorsa estate la legge 99 impose un`etichetta di provenienza chiara e trasparente ma che provoco’ il caos alle dogane. Il successivo decreto 185, il ‘salva-infrazioni’, congelo’ tutto «fino al completamento della procedura d’informazione della Commissione Ue».


La legge firmata da Reguzzoni-Versace e Calearo, che ora inizia il suo iter in Commissione Industria , potrebbe riuscire a mettere d’accordo anche le associazioni di industriali che non vedono di buon occhio l’etichettatura dei prodotti. Sembra un paradosso ma non lo e’, dal momento che i vincoli – se posti a protezione dei prodotti di un solo Paese – rischiano di diventare un fardello pesante per le imprese italiane, piu’ che un volano per l’export.

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