Economia e Finanza

Riforma fiscale: pagare tutti per pagare meno.

‘Il 2010 sara’ l’anno delle riforme’ ha rassicurato il premier Berlusconi. ‘E delle riforme condivise’.


Il tema delle grandi riforme si ripropone in effetti ad ogni Finanziaria, e il Paese ne ha un bisogno estremo.


Ma tutto il lavoro governativo viene di solito annullato da un colpo di spugna della parte politica avversa nel momento di cambio di Governo.


Solo, allora, delle riforme serie e profonde, ma soprattutto condivise, cioe’ approvate dalla maggioranza totale del Parlamento, potrebbero significare una vera svolta, in quanto risulterebbero stabili e attive nel lungo e lunghissimo periodo.


La riforma che piu’ di tutte risulta urgente e’ quella relativa al sistema tributario e fiscale in generale.


Il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, in una conferenza stampa di fine anno, ha annunciato di voler aprire un tavolo di confronto con i rappresentanti del mondo dell’economia e dell’industria.


Il sistema tremontiano si dovrebbe articolare su un sistema di bonus/malus: malus in caso di speculazioni finanziarie e di consumo irrispettoso dell’ambiente; bonus in caso di investimenti in ricerca e rispetto ambientale.


Tra le possibilita’ anche le agevolazioni agli investimenti nel sociale: la Banca del Mezzogiorno, ad esempio, godra’ di un’aliquota agevolata del 5% per i risparmi impiegati in fondi che investono per creare lavoro al Sud.


La pressione fiscale italiana raggiunge livelli da record europeo.


Il tema, pero’, presenta un duplice aspetto: da un lato l’intento dichiarato e’ quello di far pagare meno tasse a chi sopporta un peso fiscale davvero eccessivo (Piccole Medie Imprese in primis); dall’altro, pero’, bisogna tener conto del fatto che la pressione fiscale e’ cosi’ alta perche’ non si spalma sulla totalita’ dei possibili contribuenti, ma solo sulla totalita’ degli effettivi dei contribuenti. Bisogna sottrarre dal totale la le percentuale di chi le tasse le evade.


‘In Italia c’e’ chi di tasse ne paga troppe, ma c’e’ anche chi non le paga del tutto o che riesce a evadere o a eludere – spiega il Ministero della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta – Il risultato e’ la pressione fiscale molto alta. Per questo una riforma deve avere come obiettivo quello di abbassare le tasse a chi le paga e farle pagare a chi non lo fa, ma mentre e’ facile abbassare le tasse a chi le paga, e’ molto difficile farle pagare a chi non lo fa.


Il vero rischio- ha continuato il Ministro Brunetta – soprattutto nella fase di transizione, e’ quello di fare deficit che non ci possiamo permettere a causa dei debiti fatti in passato’.


Meno tasse significa meno entrate statali, questo e’ innegabile, ed e’ una tematica gia’ stata scottante ai tempi dell’eliminazione dell’ICI che ha messo inizialmente in difficolta’ i Comuni che non ricevevano piu’ questa entrata.


‘La situazione e’ incastrata, appena ti muovi il sistema salta. Comunque molte cose sono state fatte, anche in relazione alla lotta contro l’evasione e altre, mi auguro, il Governo possa fare non appena i conti lo consentiranno, come dare un segnale alle famiglie numerose..


La redistribuzione dei carichi fiscali- ha concluso- e’ il tema dei temi’.


In Italia, insomma, non e’ sufficiente un taglio secco del carico fiscale, ma piuttosto un’equa redistribuzione del carico fiscale. Pagare tutti per pagare meno.


 


 

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